Papa: la buona comunicazione non sta nell’audience o nella battuta a effetto

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Il monito nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

“Stiamo perdendo la capacità di ascoltare chi abbiamo di fronte, sia nella trama normale dei rapporti quotidiani, sia nei dibattiti sui più importanti argomenti del vivere civile”. E’ l’allarme lanciato dal Papa nel messaggio per la 56ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest’anno si celebra il 29 maggio sul tema ‘Ascoltare con l’orecchio del cuore’.

Denuncia Bergoglio senza mezzi termini: “C’è un uso dell’udito che non è un vero ascolto, ma il suo opposto: l’origliare. Infatti, una tentazione sempre presente e che oggi, nel tempo del social web, sembra essersi acuita è quella di origliare e spiare, strumentalizzando gli altri per un nostro interesse. Al contrario, ciò che rende la comunicazione buona e pienamente umana è proprio l’ascolto di chi abbiamo di fronte, faccia a faccia, l’ascolto dell’altro a cui ci accostiamo con apertura leale, fiduciosa e onesta. La mancanza di ascolto, che sperimentiamo tante volte nella vita quotidiana, appare purtroppo evidente anche nella vita pubblica, dove, invece di ascoltarsi, spesso “ci si parla addosso”. Questo è sintomo del fatto che, più che la verità e il bene, si cerca il consenso; più che all’ascolto, si è attenti all’audience”.

“La buona comunicazione, invece,- scrive il Papa ripreso da Adnkronos – non cerca di fare colpo sul pubblico con la battuta ad effetto, con lo scopo di ridicolizzare l’interlocutore, ma presta attenzione alle ragioni dell’altro e cerca di far cogliere la complessità della realtà”. Un concetto che vale per il mondo laico quanto per quello curiale: ” E triste quando, anche nella Chiesa, si formano schieramenti ideologici, l’ascolto scompare e lascia il posto a sterili contrapposizioni. In realtà, in molti dialoghi noi non comunichiamo affatto. Stiamo semplicemente aspettando che l’altro finisca di parlare per imporre il nostro punto di vista”.

Più credibilità e trasparenza nel mondo dell’informazione. Lo sollecita il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali reso noto oggi . “La capacità di ascoltare la società – sottolinea- è quanto mai preziosa in questo tempo ferito dalla lunga pandemia”.

“Tanta sfiducia accumulata in precedenza verso l’’informazione ufficiale’ ha causato anche una ‘infodemia’, dentro la quale si fatica sempre più a rendere credibile e trasparente il mondo dell’informazione. Bisogna porgere l’orecchio e ascoltare in profondità, soprattutto il disagio sociale accresciuto dal rallentamento o dalla cessazione di molte attività economiche”, dice Bergoglio.