Fmi sulla nuova politica monetaria della Fed: sbagliare la comunicazione potrebbe scatenare…

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“Con un’inflazione in aumento e una domanda repressa ancora forte, la politica monetaria statunitense dovrà irrigidirsi” anche “se non è ancora chiaro quanto e con quale velocità”. A evidenziare la ‘necessità’ per la Federal Reserve di adottare una politica monetaria meno accomodante è il Fondo Monetario Internazionale nell’aggiornamento del World Economic Outlook, un aggiornamento – si spiega ripreso da Adnkronos – basato sull’ipotesi di una fine degli acquisti di asset nel prossimo mese di marzo e tre aumenti dei tassi sia nel 2022 che nel 2023.

Kristalina Georgiev e Mario Draghi (Foto LaPresse)
Kristalina Georgiev e Mario Draghi (Foto LaPresse)

Ma l’Fmi non nasconde come nelle scelte della Fed “ci sono rischi” legati ad esempio a una inflazione superiore alle attese (se dovessero mantenersi “interruzioni dell’offerta e pressioni salariali”). Esiste quindi un problema di informazione ai mercati: “Comunicare tali cambiamenti – osserva il Fondo – sarà un compito delicato e rischia di suscitare forti reazioni del mercato che potrebbero, a loro volta, tradursi in condizioni più restrittive dei mercati finanziari”. Peraltro le “reazioni dei mercati ai cambiamenti (effettivi o percepiti) nelle politiche della Federal Reserve regoleranno il modo in cui la politica meno accomodante negli Stati Uniti si estenderà ad altri paesi”: “qualsiasi errore di comunicazione o incomprensione di tali modifiche potrebbe scatenare una fuga” verso asset meno rischiosi “aumentando gli spread”.