Messico, protesta dopo il terzo giornalista ucciso. “Periodismo en Riesgo”

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Il Messico è considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti.

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Migliaia di giornalisti e attivisti della società civile messicani sono scesi in piazza nelle scorse ore in diverse manifestazioni di protesta per chiedere sicurezza e protezione per la stampa dopo l’uccisione di due reporter in meno di una settimana, tre dall’inizio dell’anno. “Periodismo en Riesgo”, “Giornalismo a rischio” è stato lo slogan della giornata di protesta dopo la morte della giornalista Lourdes Maldonado e del fotoreporter Margarito Martínez a Tijuana e del collega José Luis Gamboa a Veracruz.

A Ciudad Juárez, racconta il giornale ‘La Jornada’ ripreso da Adnkronos, un gruppo di giornalisti si è radunato davanti alla sede delle istituzioni esponendo le foto delle decine di giornalisti uccisi negli ultimi anni e proiettando le immagini sulla facciata dell’edificio. Scene simili a Playa del Carmen, nello stato di Quintana Roo, e in diverse zone dello stato di Veracruz. Secondo il ‘Milenio’, ci sono state manifestazioni in almeno 40 città di 28 stati. Tra le varie commemorazioni, riportano i media locali, una si è tenuta anche davanti al Palacio Nacional a Città del Messico.