Intel, la Corte Ue annulla multa (del 2009) da 1,06 miliardi

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La Corte di Giustizia dell’Unione europea annulla parzialmente la decisione della Commissione Ue che ha inflitto a maggio 2009 a Intel un’ammenda di 1,06 miliardi di euro per abuso di posizione dominante sul mercato mondiale dei processori tra il 2002 e il 2007. L’analisi della Commissione secondo il Tribunale è incompleta, ma non essendo in grado di individuare l’importo dell’ammenda la Corte annulla integralmente l’articolo della decisione impugnata che infliggeva a Intel l’ammenda.

Il caso

La Commissione europea aveva inflitto al produttore di microprocessori Intel l”ammenda di 1,06 miliardi di euro per aver abusato in particolare della posizione dominante sul mercato mondiale dei processori 2 x86 3, tra l’ottobre 2002 e il 2007, mettendo in atto una strategia volta a estromettere dal mercato i suoi concorrenti.

Secondo la Commissione, Intel aveva adottato nei confronti dei suoi partner commerciali restrizioni allo scoperto. Sconti poi erano stati applicati in particolare a quattro grandi produttori come Dell, Lenovo, Hewlett-Packard (Hp) e Nec, a condizione che si rifornissero da Intel per tutto, o quasi tutto, il proprio fabbisogno di processori x86. Intel avrebbe poi accordato pagamenti a un distributore europeo di dispositivi microelettronici (Media-Saturn) a condizione che vendesse esclusivamente computer equipaggiati con i propri processori x86.

Il comportamento anticoncorrenziale avrebbe così contribuito a ridurre la scelta offerta ai consumatori nonché gli incentivi all’innovazione.

Il ricorso e i motivi dell’annullamento

Intel aveva fatto ricorso inizialmente respinto nel 2014 e tale decisione era stata annullata nel 2017 rinviando di nuovo la causa. Secondo Intel il Tribunale aveva omesso di esaminare gli sconti controversi alla luce delle circostanze del caso di specie. Per la corte l’analisi della Commissione è incompleta e, in ogni caso, non permette di dimostrare in modo giuridicamente sufficiente che gli sconti controversi della ricorrente erano in grado di o idonei ad avere effetti anticoncorrenziali.

Ed è per questo che viene annullata la decisione, nella parte in cui essa considera tali pratiche come costitutive di un abuso di posizione dominante. Il Tribunale si dichiara però non in grado di individuare l’importo dell’ammenda relativa solo alle restrizioni allo scoperto (e non ai supposti sconti scorretti) e quindi, appunto, annulla integralmente l’articolo della decisione dell’antitrust europea impugnata da Intel.

Vestager: tempo per definire reazione

“‘E’ passato più di un decennio da quando la Commissione ha preso il caso”, ha detto la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, commentando la decisione della Corte di giustizia. “Dovremo leggere nel dettaglio che cosa possiamo imparare dalla Corte di giustizia europea”, “quale sia il bilanciamento tra quello che vogliamo e il fatto che abbiamo perso”, per “definire come reagiremo”. “Ci vorrà un po’ di tempo”.