Google punta su Topics API per superare i cookie. Ma non piace a tutti

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Google sta lavorando da tempo ad un sistema che permetta di superare definitivamente i cookie. L’iniziativa rientra all’interno del progetto Privacy Sandbox e al momento la soluzione proposta prende il nome di FLoC (Federated Learning of Cohorts) e punta a rivoluzionare il modo in cui l’attività degli utenti viene tracciata nel web, spostandola dal web – attraverso la lettura dei cookie da parte dei siti web – allo stesso browser, il quale può classificare anonimamente gli interessi dell’utente attraverso il sistema delle coorti, lasciando che vengano filtrati solo gli annunci pubblicitari coerenti con il profilo locale. E’ una questione importante e dai risvolti tecnici complessi che spiega bene Hdblog.it nell’articolo che segue.

Un sistema che sulla carta sembra essere migliore e più sicuro dei cookie, tuttavia in molti hanno espresso forti criticità nei confronti del sistema FLoC, dal momento che ha le potenzialità per diventare persino più invasivo dei cookie. Le coorti, infatti, includono al loro interno i riferimenti degli stessi utenti che appartengono alla medesima coorte, fatto che permetterebbe di discriminare le minoranze e identificarle con più facilità. Diversi attivisti per la privacy hanno criticato il sistema FLoC e tantissimi browser hanno confermato di non volerlo implementare, mentre colossi come Apple e Microsoft hanno fatto sapere che adotteranno una posizione più attendista e valuteranno l’evoluzione della cosa.

Se il destino di FLoC sembrava quindi già segnato, oggi – spiega Hdblog – è Google stessa a porci una pietra sopra, andando a presentare il suo diretto successore: parliamo delle nuove Topics API. Le Topics API non si discostano troppo da FLoC e anche in questo caso parliamo di un sistema che opera in locale sul browser dell’utente. In questo caso però sparisce il sistema delle coorti e arriva quello degli argomenti, i topics appunto.

Con le Topics API, il browser andrà a creare delle categorie come viaggi, auto, sport e così via, in base ai dati della cronologia relativi all’ultima settimana di navigazione. In questo modo verrà creato un profilo di argomenti rilevanti per l’utente – che verranno salvati per tre settimane – e saranno utilizzati per filtrare gli annunci pubblicitari in ingresso dai siti visitati. Secondo quanto confermato da Google, l’utente avrà la possibilità di controllare in tutta trasparenza gli argomenti rilevati e persino di cancellarli e disattivare il sistema, ovviamente attraverso Chrome.

Quancast: soddisfa gli interessi di un solo browser

Sul tema Rohini Sen, Global Head dell’Audience Intelligence and Measurement di Quantcast ha commentato: “FLoC, nel corso dei primi test, non ha fornito i risultati sperati e questo cambio da parte di Google non è una sorpresa. Siamo perfettamente consapevoli che la strutturazione di dati correlati a topic attraverso segnali contextual è una strada percorribile, tuttavia un approccio consumer first richiederà una soluzione basata sul consenso. Mentre un’unica ed immediata risposta per la privacy non è ancora disponibile, l’ultima mossa di Google sembra, ancora una volta, essere stata ideata unicamente per soddisfare gli interessi di un solo browser non tenendo in considerazione le esigenze dei consumatori o dell’open internet”, dichiara Rohini Sen, Global Head dell’Audience Intelligence and Measurement di Quantcast.