Neil Young esce da Spotify per protesta contro i contenuti no vax

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La richiesta arriva proprio dal grande cantautore e rocker canadese

La musica di Neil Young sarà rimossa da Spotify su richiesta del grande cantautore e rocker canadese in seguito alla sua protesta perché il servizio di streaming trasmette un popolare podcast criticato per aver diffuso disinformazione sul Covid. Come riporta Ansa, Young aveva chiesto pubblicamente al suo management e alla casa discografica di rimuovere la sua musica da Spotify, dove ha più di sei milioni di ascoltatori mensili.

Young contro Joe Rogan e i contenuti no vax

Young citava in particolare i contenuti diffusi nel podcast The Joe Rogan Experience, condotto dallo statunitense Joe Rogan, che più volte in passato ha espresso posizioni scettiche sui vaccini e promosso teorie del complotto e cure alternative screditate. Il mese scorso il comico aveva anche intervistato il dottor Robert Malone, uno specialista in malattie infettive diventato un eroe nella comunità no vax. Malone è stato bandito da Twitter per aver diffuso disinformazione sul Covid e ha falsamente suggerito che milioni di persone sono state ipnotizzate nel credere che i vaccini funzionino per prevenire malattie gravi.

La disputa era partita all’inizio di questa settimana, quando Neil Young aveva pubblicato una lettera aperta, poi rimossa, sul suo sito ufficiale. Parlando con il suo manager e il direttore dell’etichetta che gestisce i suoi brani, l’artista americano aveva chiesto la rimozione immediata da Spotify. Inaccettabile la presenza sulla piattaforma del podcast di Joe Rogan, colpevole di diffondere informazioni false sui vaccini anti-Covid. «Possono a vere lui o me, non entrambi»,

La risposta di Spotify e l’ampliamento dell’offerta adv

«Vogliamo che tutti i contenuti musicali e audio del mondo siano disponibili per gli utenti di Spotify», ha dichiarato la società al Washington Post e che per farlo affronta «l’enorme responsabilità di mantenere l’equilibrio tra la sicurezza per gli ascoltatori e la libertà degli autori».  «La sicurezza è per noi fondamentale, tanto che abbiamo rimosso 20 mila contenuti dall’inizio della pandemia. Ci spiace per la decisione di Neil, ma speriamo di riabbracciarlo presto».
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