Sedef Kabas (Foto sito BBC)

Erdogan perseguita i giornalisti, l’Ue non chiuda gli occhi. L’appello di Campomenosi

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“La notizia dell’arresto della giornalista turca Sedef Kabas con l’accusa di aver offeso il presidente Recep Tayyip Erdogan per aver declamato un proverbio popolare in diretta tv è l’ennesimo grave gesto perpetrato dal regime di Ankara in spregio a valori base della democrazia e della libertà. Secondo portali indipendenti sarebbero 59 i giornalisti in carcere per reato di opinione in Turchia. L’Occidente non può continuare a rivolgere lo sguardo altrove, in particolare l’Unione Europea, che proclama di difendere lo stato di diritto, deve prendere una posizione senza ambiguità”. Lo dice l’europarlamentare Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo, primo firmatario di un’interrogazione condivisa anche dagli altri europarlamentari leghisti.

Marco Campomenosi

“La Lega – continua Campomenosi – ha portato il caso in Ue, con un’interrogazione alla Commissione Europea. Questo ennesimo caso di detenzione illegittima e violazione della libertà di stampa rappresenta la massima espressione della deriva antidemocratica del regime turco, nonché il risultato di politiche fallimentari Ue nei rapporti con la Turchia, che continua a beneficiare di finanziamenti europei. Bruxelles la smetta di regalare miliardi dei cittadini europei a Erdogan, è giunto il momento di abbandonare l’approccio remissivo finora adottato, scongiurando definitivamente qualsiasi percorso di adesione e interrompendo immediatamente l’elargizione di sussidi che, a oggi, non hanno avuto il minimo effetto sul deterioramento dello Stato di diritto in Turchia”.