La scomparsa di Tito Stagno. Suo il racconto dello sbarco sulla Luna

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“Ha toccato! Ha toccato in questo momento il suolo lunare”. E’ la frase con cui Tito Stagno, il 20 luglio 1969, ha raccontato all’Italia lo sbarco sulla Luna. Oggi il giornalista Rai è scomparso a 92 anni.

Il racconto del ‘900 tra storia, sport e spazio

Nato a Cagliari il 4 gennaio 1930, mezzobusto tv negli anni ’60 e ’70, Stagno nel 1954 vinse il primo concorso nazionale per telecronisti e partecipa a un corso di specializzazione con Furio Colombo, Gianni Vattimo, Umberto Eco. La sua prima ‘palestra’ fu il telegiornale diretto da Vittorio Veltroni.
Nella sua carriera da giornalista e conduttore è stato inviato speciale al seguito delle grandi personalità del Novecento, raccondo anche grandi eventi di sport.

Le sue prime telecronache nel 1956, in occasione dei Giochi olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo. Stagno ha raccontato anche nel 1957, in Campidoglio, la firma dei trattati del Mercato Comune Europeo, le visite dei Capi di Stato in Italia, comprese quelle dei reali d’Inghilterra e di John Fitzgerald Kennedy, e dei gravi fatti d’America del 1963 e del 1968. Da inviato ha seguito due papi, Giovanni XXIII e Paolo VI, e due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e Giuseppe Saragat. Dal 1976 al 1995 è stato responsabile della Domenica Sportiva.

Da Gagarin all’allunaggio

Ma la sua passione era lo spazio, al quale cominciò a guardare con la a vicenda dello Sputnik, lanciato nel 1957. Nel 1961 da telecronista commentò il primo volo di Jurij Gagarin intorno alla Terra, e la preparazione e la passione con cui affrontò quel servizio convinsero i dirigenti Rai ad affidargli le trasmissioni in diretta e i servizi del telegiornale in occasione di tutti i lanci di sonde spaziali o astronavi pilotate. Nel 1966, alla vigilia del Programma Apollo, venne inviato negli Stati Uniti d’America per un viaggio di studio e di aggiornamento.

(Foto Ansa)


Il racconto dell’allunaggio è passato alla storia con le oltre 25 ore di trasmissione, dallo studio 3 di via Teulada, in collegamento con Houston dove c’era Ruggero Orlando, con cui battibeccò proprio sui tempi dello sbarco.
Una veglia rimasta nell’immaginario collettivo, che il giornalista ricordava spesso con nostalgia ma anche con una punta di amarezza, in quanto gli ricordava “una stagione di entusiasmi, di coraggio, di desiderio di conoscenza che si rivelo’ poi troppo breve”.

Andato in pensione, ha continuato a lavorare scrivendo per L’Eco di Bergamo e la Gazzetta di Parma. A dicembre 2010 su Sky TG24 ha commentato il lancio della missione spaziale Sojuz TMA-20 dal cosmodromo di Bajkonur in Russia con a bordo l’astronauta italiano Paolo Nespoli.

La storia del giornalismo

Messaggi di cordoglio sono arrivati dalla Rai, con la presidente Marinella Soldi e l’ad Carlo Fuortes ch di Stagno hanno voluto ricordare il giornalista dal linguaggio semplice ed efficace, a lungo volto televisivo della Rai entrato nelle case degli italiani con il racconto di grandi momenti della seconda metà del Novecento.

“Addio a Tito Stagno, grande giornalista italiano che ha raccontato con rigore e professionalità i principali eventi del nostro paese e che tutti ricordiamo per l’emozione con cui guidó gli italiani nel viaggio sulla Luna”, il saluto del ministro della cultura, Dario Franceschini. “Se ne va un pezzo di storia del giornalismo italiano”.