Antonio Suetta

Sanremo. Il vescovo: Rai, Amadeus e artisti sentano la responsabilità di questa vetrina

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Monsignor Suetta vescovo di Ventimiglia-Sanremo, ‘pericoloso trattare mode e ideologie nel contesto del Festival’

“Tutti coloro che concorrono alla riuscita dell’evento, a cominciare dal servizio pubblico che è la Rai fino ad arrivare al conduttore Amadeus e agli artisti, sentano la responsabilità del valore di questa vetrina”. E’ quanto auspica il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, intervistato dal Sir, il servizio di informazione religiosa della Cei, su Sanremo 2022 e ripresa da Adnkronos, “un evento molto importante per la città e per la Liguria per tutto quello che rappresenta sotto il profilo della promozione turistica e per l’indotto che crea” e che “pure rimanendo un evento ‘leggero’ da più di 70 anni, rappresenta una vetrina significativa dal punto di vista culturale e di costume”.

Per il prelato, “si può proporre buona musica, si può esprimere arte e si può divertire rimanendo dentro dei limiti che devono comunque rispettare quella che è la fisionomia del nostro Paese, della nostra società e della nostra storia. Negli ultimi anni, purtroppo, questo non è accaduto – lamenta monsignor Suetta – perché da un certo punto di vista il Festival di Sanremo è naturalmente una cassa di risonanza per tendenze di costume e culturali, ma ultimamente è diventato anche amplificatore di determinate mode o ideologie che secondo me dovrebbero essere gestite e trattate in maniera diversa”.

In che modo? “Queste tematiche richiedono approfondimenti e discussioni tali che non possono essere affrontati in un contesto leggero come i Festival di Sanremo – spiega il vescovo – Quindi, o si intavola un dibattito e la cosa diventa seriosa, oppure alcuni argomenti vengono confinati in maniera riduttiva in un contesto al quale non appartengono. Questo oltre che non sufficiente può diventare pericoloso”, avverte monsignor Suetta.