Casellati: 7 portavoce per una presidente. Dopo Ventura, via alla ricerca del sostituto

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Il corposo dossier che riunisce gli ex portavoce della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati si è arricchito di un nuovo iscritto. Anche l’ultimo porte-parole della seconda carica dello Stato, il settimo per l’esattezza, Marco Ventura, è evaporato nel giro di pochi mesi, facendo – lui sì – definitivamente gli scatoloni dai suoi uffici al secondo piano di Palazzo Madama, a pochi giorni dalla clamorosa defaillance della Casellati nella votazione per la Presidenza della Repubblica.

Il flop per il Quirinale l’ultima goccia

Il disastro nelle urne avrà avuto il suo ruolo nel divorzio tra i due, ma le dimissioni di Ventura, ufficializzate un paio di giorni fa, non hanno colto di sorpresa gli addetti ai lavori e il flop elettorale di Casellati è solo l’ultima goccia in un percorso che si era già delineato da tempo. La tradizionale chat con i giornalisti languiva da settimane, la stessa agenda degli impegni della presidente pare fosse diventata sporadica, limitandosi a mail su singoli appuntamenti. Anche nei giorni delle votazioni a Camere riunite a Montecitorio per il Presidente della Repubblica, e in particolare in quello del flop di Casellati, Ventura si è visto pochissimo nel frenetico via vai nei corridoi del Palazzo.

Dai corridoi di Palazzo Madama alle piste di atletica

Il feeling insomma tra i due sembra non essere mai maturato e dopo appena quattro mesi dal suo incarico, Ventura ha dato forfait. Sta di fatto che nello stesso giorno in cui diventava noto il suo addio, si veniva a conoscere da una notizia di agenzia del suo nuovo incarico quale responsabile dell’immagine e della comunicazione del velocista italiano e medaglia d’oro olimpica nei 100 metri, Marcell Jacobs.

L’elenco dei predecessori

Detto questo si apre ora per Casellati la non facile ricerca di un nuovo collaboratore, che, oltre a superare la rigida pignoleria e la proverbiale diffidenza verso la stampa della presidente del Senato, dovrà essere dotato di sufficiente scaramanzia per affrontare tale sfida.

Le esperienze passate non aiutano. Appena nominata presidente del Senato Casellati, a fine marzo 2018, per alcuni mesi si appoggiò come portavoce a Massimo Perrino, figura storica dell’ufficio stampa di Forza Italia a Palazzo Madama. Ma già in ottobre dello stesso anno chiamava ad affiancarla, al suo posto, un altro fidatissimo nel clan azzurro, Antonio Bettanini. Grande esperto di comunicazione era stato portavoce di Claudio Martelli e, a lungo, di Franco Frattini. Durò, per garbo, fino alla fine di gennaio 2019, quando lasciò il posto a Maurizio Caprara, portavoce del Presidente Napolitano, che alla fine del suo mandato aveva appena fatto ritorno al Corriere della sera.
L’esperienza a fianco della Casellati si esaurì laconicamente nell’arco di un mese: Caprara ritornò a via Solferino e il suo posto venne occupato da Anna Laura Bussa, caposervizio della redazione politica dell’Ansa. L’esperienza si concluse dopo un trimestre. Le subentrò Francesco Condoluci, che faceva già parte dell’ufficio stampa della presidente dall’ottobre 2018, chiamato dalla stessa Casellati. La sua è stata la permanenza più lunga al suo fianco, esaurendosi dopo 2 anni con lo scadere dell’aspettativa dal mensile Economy, dove Condoluci rientra lasciando il posto a metà luglio 2021 ad Andrea Zanini.
Nipote di Achille Occhetto, collaboratore del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, scelto strategicamente – si disse – per i suoi buoni rapporti con il mondo anche della stampa del centrosinistra e in previsione delle elezioni per il Quirinale, sfreccerà come una meteora: a lui il record di velocità di passaggio. Assunto con un contratto di due mesi, sparirà dai radar dopo una decina di giorni.

Al suo posto infine l’arrivo di Marco Ventura. Già responsabile dell’ufficio stampa esteri con Berlusconi a Palazzo Chigi, e consigliere per la comunicazione del presidente della Rai, Marcello Foa, Ventura era autore esterno di UnoMattina. Avrebbe voluto mantenere l’impegno affiancandolo a quello di consulente per la comunicazione della Casellati, ma la decisione dell’ad Rai, Carlo Fuortes di rescindere il suo contratto, sulla scia delle polemiche in merito a un possibile conflitto di interessi, lo trasforma in portavoce del presidente del Senato.