Carlo Parmeggiani

Parmeggiani nuovo direttore relazioni esterne, comunicazione e affari istituzionali di ASPI

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Dopo nove anni come capo ufficio stampa, portavoce della Giunta della Regione Veneto e portavoce del presidente, e dopo la ventina precedenti passati ad entrare e uscire da redazioni di giornali a ruoli di comunicatore, si pensava che Carlo Parmeggiani dopo aver comunicato che “andava in pensione”, si godesse finalmente la sua casa di Venezia con qualche puntata a Roma a trovare i nipotini. Errore! È di oggi infatti la notizia che Parmeggiani è stato scelto per la direzione relazioni esterne, comunicazione e affari istituzionali di ASPI – Autostrade per l’Italia, rimasta scoperta dopo che con l’uscita di scena di Atlantia, che ha ceduto al consorzio guidato di Cdp le sue azioni del gruppo autostradale, tutto il management dell’ufficio comunicazione è rimasto con il vecchio proprietario.


Parmeggiani, bolognese, ha una fortissima reputazione che si è costruito nel Veneto, ma anche con una lunga storia professionale iniziata nel giornalismo al gruppo Poligrafici, dove sperimenta il primo syndicate italiano di quotidiani (Polipress), per poi passare a caporedattore della sede romana per Il Resto del Carlino, Nazione e Giorno, che lo porta a seguire per sette anni le commissioni economiche di Camera e Senato. Nel 1999 decide di cambiare fronte accettando la carica di direttore relazioni esterne dell’Inps, da dove non perde di vista i rapporti con il Parlamento pur continuando a sviluppare competenze sul web, riprogettando il sito internet dell’Istituto. Una passione quella per il digitale che lo vede nel 2001 responsabile della sede di Roma della neonata e.Biscom/Fastweb. La strada del web lo porta poi in Enel come responsabile della comunicazione digitale nel 2004.


Parmeggiani allarga le responsabilità quando entra in Trenitalia nel 2005, anno terribile iniziato con l’ incidente gravissimo dello scontro tra un treno merci e uno passeggeri sulla linea tra Nogara e Tavernelle Emilia, che causa 17 morti. Sono anni difficili per il mondo delle Ferrovie per cui organizzare le relazioni esterne e l’ufficio stampa è come stare in trincea.

Deciso a sperimentare ogni genere di azienda di trasporti Parmeggiani nel 2007 è in ADR – Aeroporti di Roma, sempre come Direttore Relazioni Esterne, con azionisti Gemina e Atlantia, impegnati a coinvolgere nei loro piani di sviluppo tutto il sistema politico istituzionale. Un bel allenamento per il direttore delle relazioni esterne che però nel 2011 fa un altro passaggio, ancora in un’azienda di trasporti l’ Atac, la chiacchieratissima azienda per la mobilità del Comune di Roma, dove c’è appena stato un cambio di management che chiede al responsabile della comunicazione di far conoscere all’opinione pubblica i progetti di risanamento in corso che dovrebbero passare anche dall’aumento del prezzo dei biglietti. Parmeggiani non si tira indietro e mette in piedi il suo consolidato piano di lavoro mentre il management risanatore traballa sotto i colpi della magistratura.


Finalmente all’inizio del 2013 lascia Roma per trasferirsi a Venezia con l’incarico di capo ufficio stampa della Regione e di portavoce di Presidente. In nove anni costruisce il personaggio Zaia e l’immagine del Veneto regione che se la batte con la Lombardia, un lavoro che culmina con quello che i giornali locali raccontano come “capolavoro comunicativo” e cioè la conferenza stampa sul Covid. “ Una macchina complessa, nata nel momento più duro della pandemia”, scrive il ‘Corriere del Veneto’, “che da un lato si è rivelata fondamentale per garantire una costante informazione ai cittadini smarriti, dall’altra ha consentito a Zaia di acquisire una visibilità senza precedenti anche al di fuori del Veneto, arrivando a rivaleggiare col premier di turno (circostanza che ha attirato enormi critiche politiche a Zaia ma pure tanti complimenti dagli addetti ai lavori a Parmeggiani).”

Ad Autostrade Parmeggiani, oltre a ricostruire una squadra per la sua direzione con tutti i progetti strategici, dovrà affrontare subito il compito più difficile: portare avanti il lavoro per ricostruire la reputazione del gruppo, diffuso su tutto il territorio con migliaia di lavoratori, ancora sfregiato dalla grande tragedia per il crollo del Ponte Morandi a Genova.