‘Donne, Chiesa, Mondo’. Barbara Jatta dirige i Musei Vaticani

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Una preghiera per il Papa, che in televisione sbanca l’audience. Oltre che ai temi fondamentali dei migranti, dei bambini, delle guerre, è tempo che Francesco si applichi alle donne, peraltro spesso nominate nel suo intervento a ‘Che tempo che fa’.
Nell’editoriale del numero di febbraio di ‘Donne Chiesa Mondo‘ Maria Lía Zervino, presidente dell’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche, chiede al pontefice un passo in più: “Come donna mi sento in credito, non sono stati fatti progressi sufficienti per trarre vantaggio dalla ricchezza delle donne che costituiscono gran parte del popolo di Dio”.

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani

Barbara, la prima donna

Un passo importante in realtà è stato fatto. Barbara Jatta, la cui intervista apre il giornale, è la prima donna – in 500 anni – chiamata a dirigere i Musei Vaticani.
Romana, 60 anni da compiere in ottobre, la direttrice si è laureata in Lettere e specializzata in Storia dell’arte. Docente all’università di Napoli, nel 1996 diventa responsabile del Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana. Nel 2010 Benedetto XVI la nomina curatore delle Stampe, presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Poi, nel 2017, Papa Francesco la sceglie come direttrice dei Musei Vaticani.

Il Vaticano non discrimina

“Quando entrai in Biblioteca Vaticana, 26 anni fa – ricorda la direttrice nell’intervista di ‘Donne Chiesa Mondo’ – eravamo tre donne, tutti gli altri erano uomini. Quando l’ho lasciata, il 50% era composto da donne. Quando sono arrivata ai Musei, cinque anni fa, dei quasi 800 dipendenti il 50% erano donne. Come dappertutto, la cosa importante, a prescindere dal genere, è la professionalità. E su questo, in Vaticano, non ci sono discriminazioni».
E prosegue: “Alla Biblioteca sono stata valorizzata da cinque cardinali e tre prefetti. Non mi sono mai sentita discriminata in quanto donna. Lo stesso quando sono arrivata qua. È chiaro che, a volte, ti accorgi di essere in minoranza. La prima volta che sono andata ai saluti del Papa, a Natale, quando diceva ‘fratelli e sorelle’, tutti si voltavano verso di me perché ero l’unica donna. Ma negli ultimi anni le cose sono cambiate. Del resto, il Vaticano è uno specchio della società attuale”.