Carlo Fuortes Alberto Barachini (Foto ANSA)

Rai, Fuortes: mai chiesti aumenti per canone. Tgr? Irrigidimento dal sindacato

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Pomeriggio di audizione in Commissione di Vigilanza per l’ad Rai, Carlo Fuortes. Tanti i temi sul tavolo, dal piano industriale, al canone, fino a Sanremo, passando per lo scottante tema del taglio dell’edizione notturana della Tgr.
A proposito di questo, l’appuntamento in bicamerale si è aperto con un atto di indirizzo sul mantenimento dello spazio informativo notturno della Tgr nel rispetto del taglio dei costi annunciato dal presidente della Alberto Barachini.

Il tema Tgr

“L’edizione notturna Tgr è stata cancellata per motivi editoriali e di risparmio economico”, ha esordito Fuortes, difendendo le sue scelte. “I 4 minuti sono stati sostituiti da informazione nazionale”.
Il manager ha ricordato che è stato incrementata di un minuto l’edizione della Tgr delle 14 ed è stato proposto di ampliare Buongiorno Regione, con un risultato di 13 ore annuali in più di informazione regionale.

Le tensioni con il sindacato

Riferendosi alle tensioni con l’Usigrai, Fuortes ha detto: “c’è stato un irrigidimento da parte del sindacato che non si è seduto al tavolo confronto. Da parte dell’azienda c’è disponibilità totale”.
A questo proposito il manager ha raccontato che a dicembre l’Usigrai era stata invitata ad avere un incontro con l’Azienda “il giorno 1 con un appuntamento per il 6 dicembre”.
“L’invito è stato reiterato per iscritto il 2, 3 e 4 dicembre. Il 6 dicembre, dopo che i rappresentanti del sindacato non si sono presentati alla riunione e hanno indetto un pacchetto di scioperi nel corso del mese, dall’Azienda è stata data disponibilità a un incontro sulle modalità di esecuzione di questi ultimi per i giorni 7, 9 e 10 dicembre lasciando agli interlocutori l’indicazione della data per loro più conveniente. Il 10 dicembre l’incontro c’è stato e non si è raggiunto un accordo”. “L’irrigidimento è stato da parte del sindacato Usigrai, non da parte della Rai”, ha scandito Fuortes.

La versione non collima con quella esposta dal segretario Usigrai, Daniele Macheda in Vigilanza. Tanto che la capogruppo del Pd Valeria Fedeli ha chiesto al presidente Barachini di approfondire per capire quanto accaduto.

Piano industriale 2022-24: approvazione entro giugno

Sul lato piano industriale, Fuortes ha ricordato che durante il Cda del 13 gennaio sono state condivise le linee guida. L’intenzione del manager è quella di arrivare all’approvazione entro giugno. “Le linee guida, ha spiegato, rappresentano con chiarezza l’obiettivo della Rai di rimanere centrale anche nel nuovo contesto digitale”.
“Il processo di pianificazione deve integrare il piano industriale, il nuovo contratto di servizio e il piano di sostenibilità”, ha proseguito, precisando che la velocità e la profondità degli interventi dipenderà dalla disponibilità delle risorse.

Fuortes: dare canone interamente alla Rai

A proposito della disponibilità di risorse, tema su cui l’ad Rai si è espresso più volte, Fuortes ha chiarito: “non ho mai chiesto in nessuna sede di aumentare il canone di un solo euro in più, anche se è risaputo che è uno dei più bassi in Europa”. La Rai non ha alcuna intenzione di “gravare maggiormente sui cittadini che pagano 90 euro all’anno, pari a circa 25 centesimi al giorno”, ha detto. Per poi rimarcare: “di questi 90 euro, la Rai ne riceve 77”.
“La Rai, ha chiosato avrebbe molti meno problemi se potesse ricevere l’intero ammontare o poco meno. Mi auguro che questo possa essere oggetto di riflessione”.

La Commissione di Vigilanza (Foto ANSA)
La Commissione di Vigilanza (Foto ANSA)

Da Sanremo segnali “da non ignorare”

Durante l’audizione Fuortes ha snocciolato anche dei risultati registrati dal 72esimo festival di Sanremo. Un Festival da record, lo ha definito, “con gli ascolti più alti da oltre vent’anni”, e un vero boom sui giovani e sul digitale.
“Sanremo è esempio utile perché ci offre allo stesso tempo indicazioni sulla domanda del pubblico e su come la Rai le risponde. E’ una rassegna con solide e rinomate radici di appuntamento nazional-popolare, ma la settimana scorsa è stato lo straordinario luogo di sperimentazione e innovazione dei linguaggi musicali e della canzone seguiti e apprezzati da numerosi ragazze e ragazzi”.

Ecco quindi riepilogati i numeri della rassegna canora, cominciando dalla serata finale, vista da 13 milioni 205 mila spettatori, pari al 65% di share. Per trovare un dato più alto di questo, ha segnalato Fuortes, bisogna tornare al 2000, “un’altra era rispetto al contesto di oggi”. “Il 66,9% del pubblico televisivo compreso nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni ha guardato mediamente tutte le puntate”, ha continuato. “E’ stata un’edizione da record anche su RaiPlay e sulle piattaforme digitali: l’intera edizione del festival ha registrato 29 milioni e mezzo di visualizzazioni. Un aumento del 48% rispetto all’anno scorso”.

“Non possiamo ignorare questo cambiamento, questa modifica profonda nei modi di guardare, ascoltare, di essere al corrente di quanto avviene in un evento come il Festival della Canzone Italiana”, ha ricapitolato Fuortes, secondo cui la Rai non può “permettersi di essere passivi di fronte a questo cambiamento”.

Ranucci e Ruggieri

Fuortes è stato chiamato in causa anche sulla vicenda che contrappone il giornalista Sigfrido Ranucci e il parlamentare di Forza Italia Andrea Ruggieri.
Ruggeri ha denunciato in Vigilanza una serie di messaggi scambiati con il conduttore di Report, successivi a un intervento in Vigilanza del novembre 2021, quando con Davide Faraone (IV) aveva chiesto spiegazioni allo stesso Fuortes sulla lettera anonima nella quale si accusava Ranucci di condurre Report in maniera non professionale, facendo mobbing sugli altri giornalisti, mandando in onda servizi montati ad arte e facendo avances sessuali ad alcune colleghe. “La lettera è arrivata anche a me”, ha detto, precisando di averla cestinata “perché considerata infondata”.
In seguito alla richiesta, Ranucci aveva tentato di contattarlo telefonicamente e successivamente con sms definiti allusivi e minatori.
“I messaggi contengono insulti diffamatori e minacce e allusioni sul possesso di dossier (quantificati in 78mila, ndr)”, ha chiosato, su “politici che usano cocaina e sono protagonisti di scene da basso impero su yatch”.
“Quello che tu e Faraone avete fatto è vergognoso”, il primo attacco. “A me potete buttare tutto il fango che maneggiate. Non mi interessa. Ma che, per buttarlo su di me, abbiate coinvolto persone innocenti e brave professioniste è indegno dal punto di vista umano e parlamentare. Poi detto da uno che ha come capo il top player mondiale del bullismo sessuale è comico (in riferimento a Silvio Berlusconi, visto che Ruggieri è un deputato di FI, ndr). Ripreso da un giornale che ha come direttore uno che, secondo segnalazioni arrivate in redazione, adescava le minorenni è ancora più comico. Pure a me arrivano dossier anonimi su politici che usano cocaina, pensa se usassi lo stesso metro”.

“Siete dei riciclatori e delle merde, quindi mi augura che quello che è capitato a lui, capiti a mia moglie e mia figlia”, ha aggiunto ancora Ruggieri citando altri passaggi, chiedendo all’ad di prendere provvedimenti e annunciando la presentazione dei messaggi in Procura.

“Sono affermazioni serie e gravi”, ha commentato Fuortes. “Sono comunicazioni private non fatte nell’esercizio delle funzioni di Ranucci. Il caso deve essere giudicato dalle autorità competenti, noi attiveremo l’audit, unico organo competente”, ha aggiunto.
Fuortes ha anche segnalato che “la lettera anonima contro Ranucci è stata oggetto di audit e le accuse non hanno trovato riscontro”.

A stretto giro è arrivata la replica di Ranucci, tramite Ansa. “Nessuna minaccia”, ha detto il giornalista, contrattaccando: “mi chiedo se è normale che vengano usati dossier contro giornalisti, con l’unico scopo della loro sospensione o sostituzione” “