Il Papa porta in vetrina Dostoevskij

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È bastata una rapidissima citazione in fondo a una risposta. Alla domanda di Fabio Fazio sul male che colpisce i bambini, Papa Francesco conclude dicendo: “Il dialogo con il Male non va bene, questo vale per tutte le tentazioni. E quando ti viene questa tentazione, “perché soffrono i bambini?”, io trovo una sola strada: soffrire con loro. E per me in questo è stato un gran maestro Dostoevskij“.
È così che oggi la libreria Feltrinelli a Milano dedica quasi un’intera vetrina a Fedor Dostoevskij, di cui lo scorso novembre sono caduti i due secoli dalla nascita. Dovendo poi scegliere quale titolo esporre dello scrittore russo, fra ‘Delitto e castigo’, ‘Memorie dal sottosuolo’ e ‘L’idiota’, si è preferito puntare sulle copie dei ‘Fratelli Karamazov’, che in Italia fu pubblicato per la prima volta 120 anni fa. Grazie alla purezza di Aljosa e alla sua sensibilità nel comprendere e perdonare il Male, i Karamazov sono l’esempio perfetto di ciò che il Papa intende.
Nonché un ottimo modello di marketing editoriale.