Giornalisti: la nuova minaccia si chiama Pegasus e corre sul web

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Nel report annuale, Ifj stima fortunatamente un calo nel numero di omicidi, ma alza l’allarme sulle intercettazioni

Diminuiscono gli omicidi, ma crescono le minacce, il numero dei cronisti in carcere e le aggressioni online, in particolare contro le donne. E’ il dato che emerge dal report che ogni hanno l’Internation Faderation of Journalist redige sui crimini che hanno coinvolto reporter e operatori media.

I numeri del 2021

Nel 2021 le vittime sono state in tutto 47 (-18 sul 2020), segnala la ‘Killed list’, rimaste coinvolte in attacchi mirati, bombardamenti ed episodi di fuoco incrociato. Nel computo, ci sono almeno 7 donne tra le vittime. L’Afghanistan è il paese più pericoloso, con le giornaliste particolarmente invise ai Talebani

Fortunatamente il dato è tra i 5 bassi registrato dalla federazione, ma da quando è iniziato il triste conteggio, nel 1990, il totale dei giornalisti morti è salito a 2757.

Le detenzioni

Se fortunatamente è diminuito il numero dei morti, non si può dire lo stesso dei casi di minacce alla libertà degli operatori e in generale dei media. Il numero ha toccato vette record con 365 di detenzione, oltre 130 in più rispetto all’anno precedente.

Le minacce web e Pegasus

Cresciuto anche il peso delle minacce online, registrando una maggior esposizione per le donne. Ifj ha richiesto un intervento solerte di redazioni, piattaforme e governi “per applicare soluzioni sostenibili per sradicare questo flagello”.

Ma il nuovo pericolo che corre sul web si chiama Pegasus. E’ un software di spionaggio per la sorveglianza via smartphone attraverso cui sono stati colpiti proprio molti giornalisti. Intercettando conversazioni telefoniche, contatti ed e-mail “senza destare alcun sospetto nei proprietari, Pegasus ha distrutto la sicurezza della maggior parte dei dispositivi portatili”, ha rilevato la federazione, lanciando un vero allarme sulla riservatezza di fonti e comunicazioni.

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