Il futuro di media e broadcast è phygital

Condividi

Il report di The Future Laboratory e Sony spiega come il 2022 trasformerà il settore media e broadcast

Phygital o, in italiano, Figitale: termine che deriva dalla fusione delle parole fisico e digitale. E’ l’integrazione tra mondo fisico e mondo digitale, l’incorporazione di funzionalità digitali all’interno dell’esperienza fisica e viceversa

Phygital, con contenuti di creatori di qualità professionale e più accessibile. E’ il futuro di media e broadcast disegnato dal nuovo report pubblicato da The Future Laboratory e Sony e ripreso da Adnkronos. Sull’onda della rapida migrazione al digitale, il settore media e broadcast sta entrando in un’era di sperimentazione e trasformazione caratterizzata da meno regole e confini rispetto a qualsiasi altra epoca passata. E mentre i consumatori beneficeranno dell’accesso a una pletora di nuovi contenuti e idee, il 2022 sarà l’anno della prova del fuoco per il settore.

Il Media & Broadcasting Futures Report, commissionato da Sony Professional Solutions Europe, include approfondimenti chiave di esperti del settore di tutta Europa e identifica quattro temi emergenti che stanno plasmando il settore e creando “The New Extra-ordinary” nell’universo degli eventi, dei media e del broadcast.

“Il settore media e intrattenimento è al cuore delle tecnologie all’avanguardia che ampliano continuamente i confini del possibile. Sony lavora al fianco dei professionisti del settore da oltre 50 anni come provider end-to-end ed è lieta di condividere approfondimenti sul futuro del settore a beneficio sia dei clienti che del pubblico”

Adam Fry, Head of Business di Sony Professional Solutions.

I 4 temi che stanno plasmando il settore dei media e del broadcast:

1) La nuova tendenza “figitale”, che vede sfumare i confini tra vita reale e Web per offrire esperienze davvero globali, condivise e immersive: un futuro ibrido libero da limitazioni fisiche, che sfrutta gli spazi virtuali creati durante la pandemia e l’evoluzione del 5G, potrà catturare nuove fasce di pubblico. Grazie alle tecnologie ibride e immersive saranno possibili nuove opportunità sociali per i media e il broadcast, e il consumo di contenuti di intrattenimento a casa non sarà più un’esperienza personale ma collettiva. Per approfittare appieno delle nuove soluzioni, come la tecnologia VR e i gemelli digitali, i prodotti, i servizi e le apparecchiature devono essere concepite tenendo conto di questo nuovo scenario.


2) La nuova generazione di creativi esplora nuovi percorsi di produzione, aprendo la strada a un mondo in cui gli strumenti saranno accessibili a tutti: la democratizzazione della creazione e pubblicazione dei contenuti ha fatto sì che i creatori possano raccontare più storie alle loro condizioni, in formati e stili che superano i confini tradizionali, senza che sia necessaria una formazione ufficiale. Questo futuro dei media decentrato vede l’espansione di tre microtendenze: il supporto delle community di creatori, l’inclusione crescente degli studi broadcast e lo sviluppo di tecnologie intuitive che possono fare a meno di costose conoscenze specializzate.

3) L’era della rivoluzione nei contenuti media e broadcast vedrà i creatori produrre sempre più contenuti con più dispositivi, utilizzando le ultime tecnologie digitali adottate durante il lockdown: mentre tecnologie digitali come i sistemi basati su cloud e l’IA sono state adottate rapidamente dalle società di produzione e broadcast per sopravvivere alla pandemia, queste soluzioni semplificate offrono ancora più vantaggi al pubblico. Le soluzioni flessibili e digitali saranno sempre più determinanti per la produzione di media in futuro. Questo comporterà l’ascesa dell’agilità connessa, ossia l’adozione di processi intelligenti che sfruttano la potenza dell’IA, dell’analisi e dell’automazione per alimentare la collaborazione creativa, nonché della produzione virtuale, che darà vita a una nuova era definita da flessibilità, fluidità e velocità.

4) La necessità di dimostrare credenziali di sostenibilità misurabili assumerà proporzioni endemiche per i brand: se si tiene conto dell’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico e di Cop26, promesse ormai superate e virtue signalling saranno sostituiti da nuovi approcci olistici alla sostenibilità, per dare forma a un futuro in cui le problematiche e le credenziali ecologiche saranno parte integrante delle prassi di settore. Il pubblico richiede sempre più trasparenza alle aziende, incluse quelle che usano le risorse per realizzare l’ultima stagione del programma più visto in streaming. Man mano che emergono standard di sostenibilità per l’intero settore, le aziende di media e broadcast cercheranno di sfruttare la collaborazione per affrontare problemi che richiedono un’azione intersettoriale.

Brand di ogni dimensione hanno iniziato a comprendere l’importanza di essere sempre un passo avanti. Ad esempio, l’Oma Cinema di Parigi sta già rivoluzionando la tradizione, ripensando in maniera radicale l’arredo del cinema nel tentativo di combinare l’intimità domestica con l’esperienza cinematografica su grande scala. Altri brand, come lo strumento per la creazione di videogame Unreal Engine, consentono ai creatori di contenuti, come i filmmaker che hanno realizzato The Mandalorian di Disney, di sperimentare con nuovi strumenti e metodi.