Vincent Bolloré tra Yannick e Cyrille

Bolloré lascia il timone del suo impero mediatico ai figli

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Dal 17 febbraio, il finanziere bretone Vincent Bolloré esce di scena ufficialmente lasciando il timore ai suoi figli: in primis a Yannick, il presidente del Consiglio di sorveglianza di Vivendi e a Cyrille, il ceo del gruppo Bolloré.
I festeggiamenti – scrive Adnkronos – si svolgeranno a Ergué-Gabéric, il paesino nei pressi di Quimper dove nel 1822 la storia del gruppo Bolloré è iniziata. Secondo quanto riferisce ‘Le Monde’, le festività inizieranno con una messa nella cappella di Kerdévot per poi proseguire con un pranzo nel maniero della famiglia dove saranno presenti un centinaio di inventati. A causa del Covid, l’imprenditore “ha rinunciato ai 500-700 invitati previsti inizialmente. Recupererà a luglio con una grande festa a Parigi”. Proprio nella capitale francese Bolloré ha previsto di installare i suoi uffici di pensionato in un Hotel particulier situato a Boulevard de Montmorency che ha acquistato negli anni scorsi.

Vincent Bolloré tra Yannick e Cyrille
Vincent Bolloré tra Yannick e Cyrille

E mentre si prepara l’uscita di scena di quello che in Francia viene considerato il ‘Rupert Murdoch francese’ continuano le polemiche sull’impero mediatico che si è costruito mattone per mattone e che contiene Canal+, il canale all news Cnews, C8, Europe 1, la casa editrice ‘Editis’ e gli asset del gruppo Lagardère: il Journal du Dimanche (Jdd), Paris Match, la casa editrice Editis, la radio francese ‘Europe 1’.

Un collettivo denominato ‘Stop Bolloré’, costituito da sindacati (Cgt, Cfdt, Snj), associazioni (Attac, Solidaires), media (Les Jours, Politis, Reporterre..) e esponenti della sinistra francese, ha lanciato oggi un appello per denunciare l’impero del magnate francese. “Solo nel mondo dell’editoria, presto controllerà oltre il 70% dei libri di testo scolastici, metà dei tascabili, un centinaio di case editrici, con un quasi monopolio sulla distribuzione dei libri. Questa concentrazione mediatica è senza precedenti nella nostra storia. Ribalta tutti i principi democratici garantiti dalla seconda guerra mondiale, e tutti i progressi nella libertà di stampa, nel diritto all’informazione e nei media. Davanti ai nostri occhi increduli si sta svolgendo una rivoluzione retrograda che dobbiamo con urgenza impedire”. L’impero Bolloré, aggiunge il collettivo nato nel dicembre del 2021, “è questa impresa volta ad usare il potere economico per controllare l’informazione, al fine di acquistare potere politico e instaurare un’egemonia liberticida e antidemocratica”.