Alessandro Preziosi

La ricerca e un accordo con l’Istituto Mario Negri. I progetti della onlus LaSpes

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Oltre 300 milioni di persone nel mondo, per un totale di 7 mila patologie (come certificato dall’Organizzazione mondiale della sanità), nell’80% dei casi derivano da alterazioni del dna. Sono i numeri che raccontano il mondo delle malattie rare di cui il 28 febbraio ricorre la giornata mondiale.
Sono aspetti del mondo medico sui quali c’è molto ancora da scoprire, per le quali solo con la ricerca, infatti, si può sperare di individuare terapie mirate, in grado di migliorare la qualità della vita e di debellare un giorno la malattia.

Tra le associazioni attive in questo ambito c’è LaSpes Onlus, nata nel 2018 per ricordare Francesco, affetto dalla WAS (Wiskott Aldrich Syndrom), patologia causata dalla deficienza della proteina WAS, un importante regolatore dello sviluppo delle cellule immunitarie.

Con un nome che richiama il latino speranza (laspes.it), l’associazione si prefigge di dare un contributo alla ricerca finanziando borse di studio a giovani ricercatori, grazie anche al 5 per mille. Dal 2018 ad oggi ha già assegnato due borse di studio e finanziato un sofisticato macchinario per la ricerca. Durnate la pandemia, ha cercato di raccogliere fondi organizzando iniziative benefiche ed eventi (in sicurezza, nel periodo di riaperture).
Ora è in fase di chiusura un accordo con l’Istituto di ricerca Mario Negri per finanziare programma di ricerca triennale ad un giovane ricercatore/ricercatrice, che indaghi i legami fra le cellule immunitarie residenti nel cervello e le
manifestazioni neurologiche della Sindrome Wiskott Aldrich (WAS).

Dalla sua fondazione, LaSpes si è avvalsa di un Comitato scientifico, che vede nel Professor Alessandro Aiuti il Presidente.