Vladimir Putin (Foto Ansa)

Crisi Ucraina, tra economia e diplomazia il racconto della stampa estera

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Dai toni più pessimisti della Faz, ai retroscena alla Casa Bianca, con le ripercussioni economiche, ecco come nel mondo sono stati raccontati gli ultimi eventi

Il tema dell’Ucraina è al centro delle prime pagine dei quotidiani internazionali. Aldilà delle mosse di Putin, sottolinea l’agenzia Agi in una panoramica che fa il giro del mondo, l’impressione dominante è che la reale portata dell’evento sia ancora da decifrare, non solo per i giornalisti ma anche per le cancellerie occidentali.
Pochi si esercitano su scenari di tipo militare, con Washington Post e Nyt che ricostruiscono i dubbi della Casa Bianca, mentre spiccano le analisi economiche che il ‘Financial Times’ dedica alla situazione.
Ecco una carrellata, dall’America alla Cina, passando per Gran Bretagna, Francia e Spagna.

Washington Post

“Putin invia truppe nell’Ucraina orientale”, titola a tutta pagina il ‘Washington Post’, segnalando il dislocamento di reparti corazzati nella regione del Donbass, dopo il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche filorusse di Donetsk e Luhansk da parte del capo del Cremlino.
Altra cosa, sottolinea il giornale, è se definire questa mossa un’invasione o no. Perché non tutti nell’amministrazione Biden sarebbero concordi sul punto. E una dimostrazione sta anche nel fatto che le sanzioni imposte restano minori rispetto a quelle inizialmente annunciate da Biden.
Il giornale ha proposto la valutazione di Ian Bremmer, presidente dell’Eurasia Group, società di consulenza per la sicurezza globale: a suo avviso le azioni di Putin hanno seguito una certa logica, che gli ha permesso di fare una mossa contro l’Ucraina e nel contempo di spiazzare l’Occidente lasciandolo nell’incertezza sul fatto che fosse abbastanza grave da meritare una risposta dura. Lo zar, insomma, ha sì fatto un passo dentro il territorio ucraino ma è riuscito anche a smentire le previsioni occidentali di un’invasione su vasta scala.

New York Times

Putin con “un discorso aggressivo” ha rivendicato che l’Ucraina “è parte della Russia” e ha così accennato a “più vasti disegni” che non la semplice annessione di fatto del Donbass. Questa l’interpretazione del New York Times degli ultimi sviluppi che “pongono agli Stati Uniti e all’Europa la sfida di decidere con quanta rapidità imporre rigide sanzioni a Mosca, cercando di bilanciare ritorsione, deterrenza e mantenimento dell’unità tra gli alleati”.
Come il WaPo, anche il Nyt guarda alla reazione iniziale del presidente Biden che “è stata cauta”. Il giornale pubblica anche un lungo retroscena in cui ricostruisce come sono stati vissuti all’interno della Casa Bianca queste giornate di tensione internazionale. L’opzione di inviare truppe americane non è stata mai sul tavolo, e tra le preoccupazioni maggiori dei più stretti collaboratori del presidente c’è stata l’esigenza di tenere uniti gli alleati, ma anche l’incertezza sull’atteggiamento che i Repubblicani in Congresso assumerebbero davanti alle decisioni di Biden in risposta a Mosca.

Wall Street Journal

Quali sono le mire che si nascondono dietro il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche filorusse nel Donbass e l’invio di truppe in quella regione dell’Ucraina orientale annunciati ieri da Putin? E’ la domanda alla quale il Wall Street Journal cerca di rispondere allargando lo sguardo in una panoramica storica che richiama la Guerra Fredda.
“Il vero gioco di Putin, disfare gli accordi post guerra fredda che hanno umiliato la Russia”, dice il titolo.
Secondo il giornale le ambizioni del presidente russo sono quelle di rinegoziare la fine della Guerra Fredda, “ridisegnare la mappa della sicurezza dell’Europa”, in un tentativo di “ricreare il passato”.

Financial Times e The Times

Il Ft elenca in apertura i fatti, dal riconoscimento di Donetsk e Luhansk all’invio di truppe nel Donbass, per poi inserire analisi e schede con uno scenario a tutto tondo. Da un lato, la questione del Donbass, il territorio ucraino teatro di un conflitto cui, sulla carta, hanno posto fine gli accordi di Minsk del 2014. Dall’altro, le ricadute sui mercati. Con la Borsa di Mosca che precipita dell’11%.

Il ‘Times’ parla di “un’invasione di fatto dell’Ucraina”. La prospettiva di racconto è britannica, con le dichiarazioni del premier Boris Johnson, che parla di “flagrante violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina”, e di “pessimo segnale”. Il governo ha riunito il comitato di emergenza Cobra per decidere la risposta a Mosca, che consisterà in sanzioni economiche da coordinare con quelle degli alleati occidentali.

Le Monde e Le Figaro

Tra i giornali francesi, Le Monde con un’edizione evidentemente chiusa prima del discorso di Putin e del suo annuncio di invio di truppe nel Donbass, titola in prima pagina con un “ultima chance per la diplomazia” ormai superato dai fatti.
‘Le Figaro’ si concentra su Vladimir Putin che “silura gli sforzi per la pace”. Il riconoscimento russo delle autoproclamate repubbliche del Donbass, secondo il quotidiano francese, “seppellisce gli accordi di Minsk” e accresce i rischi di guerra, oltre a “distruggere i tentativi di mediazione di Emmanuel Macron”.

El Pais

Sono cauti i toni di ‘El Pais” sull’Ucraina: secondo il titolo del giornale spagnolo “Putin aggrava la crisi inviando truppe nell’Est” del Paese. Il giornale scrive che l’Ue ha già annunciato sanzioni economiche in risposta al riconoscimento russo delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk nel Donbass.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

Pessimista lo sguardo della Faz. “La guerra potrebbe iniziare a qualsiasi ora. L’esercito invasore che il Cremlino ha schierato in Ucraina non ha più bisogno di ulteriori preparativi per colpire”, ha scritto in un editoriale, parlando di un “colpo alla diplomazia dell’ultimo minuto con cui gli alleati occidentali stanno cercando di dissuadere il Cremlino dal suo corso bellico”. Il giornale invoca una risposta più ferma dell’Occidente perché adesso “non ci sono più dubbi su con chi si abbia a che fare al Cremlino”.

China Daily e Quotidiano del Popolo

Ucraina in prima pagina anche sulla stampa cinese, che analizzano la questione dalla posizione di Pechino. Entrambi i giornali riprendono l’intervento dell’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, nella riunione del Consiglio di sicurezza ieri sull’Ucraina. Il diplomatico ha definito la situazione il risultato di “molti fattori complessi”. E senza arrivare a una esplicita condanna Russa ha affermato i principio secondo cui “tutti i Paesi dovrebbero risolvere le controversie internazionali con mezzi pacifici in linea con le finalità e principi della Carta delle Nazioni Unite”.