Data Act, norme Ue per regolare accesso e uso dati. Focus su equità e accessibilità

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Nuove regole della Commissione Ue sui dati generati nell’Unione per regolarne l’utilizzo e l’accesso in tutti i settori economici. L’obiettivo del Data Act è garantire equità nell’ambiente digitale, stimolare un mercato dei dati competitivo, aprire opportunità per l’innovazione basata sui dati e rendere i dati più accessibili per tutti.

Breton: potenziale di crescita enorme

“E’ un passo importante per sbloccare una grande quantità di dati industriali in Europa, a beneficio di imprese, consumatori, servizi pubblici e della società nel suo complesso”, ha spiegato il commissario per il mercato interno Thierry Breton. Finora viene utilizzata solo una piccola parte dei dati industriali e il potenziale di crescita e innovazione è enorme. La legge sui dati garantirà che i dati industriali siano condivisi, archiviati ed elaborati nel pieno rispetto delle norme europee. Costituirà la pietra angolare di un’economia digitale europea forte, innovativa e sovrana”.

“Vogliamo dare ai consumatori e alle aziende un controllo ancora maggiore su ciò che può essere fatto con i loro dati, chiarendo chi può accedere ai dati e a quali condizioni”, ha aggiunto la vicepresidente Margrethe Vestager.

I punti del Data Act

Il volume dei dati è in costante crescita: da 33 zettabyte generati nel 2018 si arriva a 175 zettabyte attesi nel 2025. Un potenziale non sfruttato, visto che l’80% dei dati industriali non viene mai utilizzato. Con il Data Act l’Ue punta a diventare un leader globale nell’economia dei dati.

In sintesi, il provvedimento vuole regolare chi può usare quali dati e a quali condizioni, portando a nuovi servizi innovativi e prezzi più competitivi per servizi e riparazioni di oggetti connessi. Quest’ultimo è un elemento trasversale della strategia sui dati della Commissione e svolgerà un ruolo chiave nella trasformazione digitale, in linea con gli obiettivi per il 2030.

Entrando ancor più nel dettaglio, il Data act mira a creare regole armonizzate sull’accesso ai dati, appunto anche per liberare il potenziale dei dati industriali Ue. Vuole dare agli individui e alle società che utilizzano prodotti connessi e relativi servizi il potere di controllare come vengono utilizzati i dati che vengono generati. Servirà a migliorare l’utilizzo da parte dei servizi pubblici, in particolare rispetto alla necessità di avere risposte effettive e rapide in emergenze come ad esempio quelle di una pandemia. E facilitare infine per gli utenti su cloud nell’Ue il passaggio tra diversi fornitori di elaborazione dati.