Vigilanza Rai: mantenere edizione notturna TgR

Condividi

Votata anche una risoluzione per garantire equilibrio nella rappresentazione delle opinioni sui vaccini

Torna a riunirsi la commissione di Vigilanza dopo che nella seduta di ieri, 22 febbraio, le risoluzioni all’ordine del giorno non erano state messe in votazione per mancanza del numero legale.
In agenda la proposta di atto di indirizzo sul mantenimento di uno spazio informativo notturno dei tg regionali presentata dal presidente Alberto Barachini, come anticipato a inizio mese durante l’audizione dell’ad Carlo Fuortes.
In discussione anche una proposta di risoluzione su un’equilibrata rappresentazione dell’emergenza pandemica da parte del Servizio pubblico, che vede come relatore sempre Barachini.

TgR: mantenere striscia nottura, rispettando i costi TgR

Nella votazione di oggi, riporta AdnKronos, la bicamerale ha approvato con un solo voto no l’atto di indirizzo sull’edizione nottura della Tgr.
Più in dettaglio la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai invita il Consiglio di Amministrazione della Rai “a mantenere uno spazio del palinsesto dedicato all’edizione notturna dei telegiornali regionali nonché un presidio per la copertura di eventuali breaking news, anche mediante l’introduzione di formule innovative che garantiscano un aggiornamento delle notizie e siano in grado di integrarsi in modo coerente con l’informazione web e social, senza aggravio di costi e senza pregiudicare la prevista attività di razionalizzazione delle risorse volta a risanare la situazione economico-finanziaria dell’Azienda”.

Nell’atto l’invito anche a “promuovere su tutti gli altri canali radiotelevisivi Rai l’informazione regionale del terzo canale anche con apposite campagne promozionali che facciano conoscere ulteriormente anche gli spazi web”. Nel testo, la commissione ribadisce che “l’informazione territoriale costituisce un cardine ed un elemento distintivo del servizio pubblico che è necessario valorizzare e rappresenta un presidio importante per la tempestiva copertura di eventuali emergenze ed eventi di cronaca, oltre che un punto di forza per le stesse comunità locali, soprattutto nel corso della perdurante crisi sanitaria”.

Oltre alla salvaguardia dei costi, la Vigilanza rimarca la necessità di “un complessivo rilancio” dello spazio informativo, “quale aspetto che dovrà essere incluso nelle linee portanti del prossimo piano industriale”.
La bicamerale infine auspica che, “pur nel pieno rispetto dei margini di autonomia riservata ai vertici aziendali, determinazioni come quella presa in esame”, cioè il taglio dell’edizione notturna della TgR, “dovrebbero essere sempre oggetto di un confronto preventivo con questa commissione e con le stesse organizzazioni sindacali verso le quali, peraltro, devono essere prontamente ripristinate le corrette relazioni”.

Garantire tutte le opinioni sui vaccini

Approvato all’unanimità l’atto di indirizzo con il quale la Vigilanza invita la Rai a garantire, in modo proporzionato ed equilibrato, tutte le opinioni in materia di vaccini anti-Covid.

“Considerato che a quasi due anni dall’inizio della pandemia si sta cominciando finalmente ad analizzare il ruolo dell’informazione e della mediazione della stessa in un periodo di emergenza” e che “i direttori di importanti testate televisive, private e del Servizio pubblico, hanno aperto la discussione con interventi che rivendicavano il diritto di non dare spazio ai cosiddetti ‘no vax’ nei propri telegiornali, sul presupposto che non tutte le opinioni sono uguali”, in sintesi, ecco gli indirizzi segnati dalla Vigilanza:

1) “Rappresentare la realtà, nel contesto dell’emergenza pandemica in atto, in maniera corretta, equilibrata e contestualizzata, partendo sempre dai fatti e dai dati per come essi sono condivisi e interpretati dalla comunità scientifica, intesa come l’insieme dei professionisti che condividono il metodo scientifico, soprattutto per quanto attiene ai vaccini e alle cure anti-covid”.
2) “Non censurare nessuna posizione, nel rispetto dell’imparzialità e del pluralismo, previa valutazione delle fonti, tenendo sempre presente il principio della responsabilità verso la salute pubblica e le conseguenze sulle scelte dei cittadini di quanto veicolato dal servizio pubblico”.
3) “Dividere le opinioni dai fatti, i numeri dalle suggestioni, i pareri degli esperti medico-scientifici da quelli dei non esperti e degli opinionisti, informando esattamente il pubblico sulle qualifiche degli ospiti”.
4) “Non favorire la rappresentazione teatrale degli opposti e delle contraddizioni alla ricerca del solo dato di ascolto”.
5) “Collocare il confronto tra opinioni divergenti in materia di politica sanitaria all’interno delle sole trasmissioni di informazione”.
6) “Contrastare il fenomeno della disinformazione, garantendo sempre la veridicità dell’informazione e la rigorosa selezione delle fonti, evitando qualsiasi discriminazione e, all’interno dei programmi televisivi, ad assicurare l’equilibrio corretto delle posizioni esposte”.
7) “Assicurare e vigilare sulla corretta rappresentazione delle posizioni esposte nei programmi televisivi evitando qualsiasi discriminazione anche nei metodi di conduzione”.