I festival del cinema puntano sul verde

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La sostenibilità conquista il grande schermo. Afic (associazione dei festival italiani di cinema) ha preparato un protocollo sull’ecosostenibilità dei festival. Riuniti via Zoom, i responsabili delle principali manifestazioni italiane – sono tante e di tutte le misure: dalla Mostra di Venezia al Bolzano Film Festival, dal Lucania Film Festival alla Festa del cinema di Roma – hanno elencato tutti gli interventi che si possono fare per un futuro green.

Andrea Del Mercato

Trasporti, l’impatto peggiore

Lo ha spiegato Andrea Del Mercato, direttore generale della Biennale di Venezia, che l’anno scorso con la Mostra del cinema ha ottenuto la certificazione di neutralità carbonica: “Nel 2021 il totale di emissioni della Mostra è stato di 5.553 tonnellate. Il fatto è che l’87% di queste è dipesa dai viaggi e dai pernottamenti di chi ha partecipato, pubblico e ospiti”.

Come intervenire allora? Nel protocollo – elenca Riccardo Volpe, product manager del Biografilm festival – si ipotizzano diverse azioni. 1. biciclette a disposizione degli ospiti, stipulando convenzioni con società di noleggio, e creando anche camerini in cui ci si possa cambiare dopo il percorso a due ruote. 2. Incentivazione all’uso dei mezzi pubblici, anche con accordi stipulati con i gestori. 3. Uso solo di mezzi a bassa emissione come auto ufficiali delle manifestazioni. 4. Car sharing per il trasporto ospiti da e per l’aeroporto. 5. Incoraggiamento all’uso di treni o pullman anziché aerei per raggiungere il festival.

Festival riciclabili

Sostenibilità è anche non sprecare. I festival da sempre offrono o vendono gadget brandizzati: magliette, portachiavi, penne… Il protocollo Afic suggerisce come diventare più green senza troppe rinunce. Alla borsa di tela (naturalmente in tessuto naturale) con il logo della manifestazione si può togliere l’anno che solitamente è presente. Non più “Festival xxx 2021”, ma “Festival xxx” e basta, così che le borse avanzate si potranno riciclare. Così si può pensare – racconta Raffaella Canci, Trieste Film Festival – di trasformare gli striscioni rimasti in sporte o oggetti vari.
Ovviamente, nell’idea di riciclo entrano anche i rifiuti, con una richiesta di raccolta differenziata ‘dura’, ben segnalata.

Il futuro è digitale

Basta biglietti cartacei, i programmi solo via app, i comunicati stampati solo su richiesta: della sostenibilità festivaliera il digitale è componente fondamentale. Altrettanto cruciale l’aspetto energetico: d’ora in poi nelle sale in cui si proiettano i film d’inverno non ci saranno più di 20 gradi, d’estate la temperatura sarà al massimo inferiore di 6 gradi a quella esterna, racconta Marco Trevisan, presidente di Euganea Film festival.

Jacopo Gubitosi

Il fattore umano

Formazione del personale. Attenzione all’inclusione e alla diversità, sia – dice Lia Furxhi, Cinemambiente – come contenuti dei film in festival sia come pratica di accessibilità alle sale per tutti, compreso chi ha difficoltà di movimento. Ma nel fattore umano l’aspetto su cui concentrare l’attenzione è quello dei più giovani. Il Giffoni Film Festival è la manifestazione dedicata a bambini e ragazzi, ossia al pubblico ma anche ai cittadini di domani. La sensibilità sostenibile è quindi particolarmente forte, come spiega il direttore generale Jacopo Gubitosi. Fra gli interventi del Giffoni, la piantumazione di alberi per compensare le emissioni, come ha fatto anche la Festa del cinema di Roma, piantando in Madagascar, Costa Rica e nella Valle dell’Aniene.

Nutrirsi di cinema

Alimenti a chilometro zero, buffet a somministrazione controllata, piatti vegetariani e anche vegani: anche la grande abbuffata dei festival deve essere sostenibile. Così come l’acqua, mai più in bottigliette di plastica. Anzi, una bella idea sarebbe offrire borracce a ospiti e pubblico borracce.
Tutto questo – e altro – rientra nel protocollo Afic presentato anche alla presenza di Bruno Zambardino, della direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura. Il quale ipotizza anche che il ministero introduca “premialità per le buone pratiche”.