Lo stadio di San Pietroburgo (Foto Ansa)

Ucraina, dubbi e attese di calcio e F1 per gli appuntamenti in Russia

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Domani la Uefa si riunisce per discutere della finale di Champions. La F1, attendista, “monitora la situazione”

Anche il mondo delo sport si sta misurando con le conseguenze dall’invasione russa in Ucraina. La Uefa si avvia a sospendere l’assegnazione della finale Champions 2022 del prossimo 28 maggio a San Pietroburgo.
Da Nyon arriva infatti “la forte condanna dell’invasione militare russa in Ucraina” e per domani è convocato un Esecutivo straordinario. “Stiamo affrontando questa situazione con la massima serietà e urgenza. Le decisioni saranno prese e annunciate domani”, sottolinea la Uefa. L’ipotesi è di sospendere la sede, senza nuova assegnazione, lasciandola sub iudice.

Ma F1 tra Sochi e San Pietroburgo

Non è solo il calcio ad avere in programma appuntamenti in Russia. Anche la Formula 1 a settembre ha in calendario il gp di Russia a Sochi, mentre dal 2023 dovrebbe aggiungersi anche una gara a Sa Pietroburgo.
Dal circus, nei giorni dei primi test a Barcellona, hanno fatto sapere che si stanno osservando “da vicino gli sviluppi molto fluidi che stanno accadendo”, e che si continuerà a monitorare la situazione. Ma al momento non ci sono altri comunicati. Dal 2023, tra l’altro, dovrebbe entrare nel percorso di gara anche il Gp di San Pietroburgo.

La condanna netta di Vettel

Meno diplomatico è stato invece Sebastina Vettel, che senza giri di parole ha detto che non sarà a Sochi.
“Non posso parlare a nome dell’associazione dei piloti di Formula 1, ma personalmente non voglio correre in Russia e la F1 non dovrebbe correrci. Tante persone stanno morendo per ragioni stupide”, ha detto ‘ex pilota della Ferrari, ora alla Aston Martin. “È orribile quello che sta succedendo, sono scioccato. Per quanto mi riguarda la decisione l’ho già presa, a Sochi a settembre non correrò”, ha chiosato.

Sebastian Vettel (Foto Ansa)
Sebastian Vettel (Foto Ansa)

Problemi per gli sponsor

Le ripercussioni della guerra in Ucraina potrebbero avere conseguenze non solo per i Gp ma anche per i team come la Haas di proprietà americana, ma finanziata da sponsor russi. Il team di Mick Schumacher e del pilota russo ‘benedetto’ da Putin Nikita Mazepin potrebbe avere problemi di liquidità nel caso fossero chiusi i rubinetti allo sponsor russo chimico Uralkali.