Generali (foto LaPresse)

Generali, il parere su nuovo board: 15 consiglieri e tanti indipendenti

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Il Cda di Generali consiglia che il nuovo board non superi il numero di 15 consiglieri con una equilibrata combinazione di profili personali e professionali, competenze, esperienze, età anagrafica e profili di diversità.

E’ quanto si legge nel Parere di orientamento agli azionisti su dimensione e composizione del Cda del prossimo triennio, approvato nella riunione del board del 16 febbraio e pubblicato sul sito della compagnia.
Sulla composizione viene raccomandato inoltre di garantire una maggioranza di amministratori indipendenti anche nei comitati interni del consiglio.

Del parere si dovrà tenere conto per la presentazione della liste alla prossima assemblea del 29 aprile.

Il Cda ritiene comunque adeguati gli attuali 13 componenti (anche se al momento dopo le recenti dimissioni di Francesco Gaetano Caltagirone, Romolo Bardin e Sabrina Pucci sono scesi a 10), ossia il numero minimo fra i 13 e i 17 previsti dallo statuto. “Nel processo di autovalutazione svolto al termine del triennio di mandato, è emerso l’orientamento della maggioranza di Consiglieri di confermare l’attuale numero di componenti: al fine, tuttavia, di tenere conto della necessità di rafforzare la già consolidata presenza in Consiglio con ulteriori competenze manageriali e tecniche di cui si parlerà più avanti, si ritiene che il numero possa essere incrementato senza che sia superiore a 15 componenti”, si legge nel Parere di orientamento.

Dopo aver elencato le competenze più tradizionali richieste per entrare nel cda di un gruppo assicurativo come Generali si raccomandano per “almeno qualche Consigliere: competenze nel settore del Digital, dell’Information Technology e della sicurezza cibernetica nonché competenze nella prospettiva internazionale”, oltre a rafforzare quelle Esg. Tra le competenze cosidette “soft”, emergono invece “la capacità di gestire eventuali conflitti in modo costruttivo, la capacità di dialogo, l’indipendenza di pensiero e l’integrità, l’equilibrio nella ricerca del consenso e la capacità di interazione con il top management”.

Visti i recenti conflitti all’interno del board nella battaglia lanciata dai soci Caltagirone, Del Vecchio e Fondazione Crt contro la lista del Cda uscente con Philippe Donnet ricandidato ceo, spicca che sul tema dell’indipendenza, ora definita dal Codice di autoregolamentazione delle società quotate, venga spiegato in una nota a piè di pagina che “dall’autovalutazione è emersa la necessità – segnalata dalla maggioranza dei Consiglieri – di avviare una riflessione sui criteri che sono a fondamento sostanziale della definizione di indipendenza”.

In vista della presentazione delle liste, anche di quelle diverse da quella che verrà presentata dall’attuale Cda in anticipo rispetto al termine del 28 marzo, si raccomanda indirettamente un presidente senza deleghe. Il Parere vale per tutte le liste non solo per quella del Cda uscente. Infatti “Resta ferma la facoltà degli Azionisti di esprimere valutazioni differenti da quelle dinanzi esposte sulla dimensione e la composizione ottimale del Consiglio, fermo che sarà opportuno, nell’interesse di tutti gli altri Azionisti, che eventuali differenze rispetto all’analisi svolta da quest’ultimo siano chiarite e motivate”. In seguito verrà reso disponibile, sempre sul sito di Generali, il manuale operativo per la presentazione delle liste.