Anonymous (cco pixabay)

Ucraina, anche Anonymous entra in guerra. Il web campo di battaglia

Condividi

Nel week end gli hacker hanno attaccato siti istituzionali e tv russe, impegnandosi ad aiutare gli ucraini nelle comunicazioni web

Nella folle guerra di Putin in Ucraina, anche la Rete è un vero campo di battaglia. Se diverse settimane prima dell’inizio dell’invasione erano stati diversi siti ucraini vittimi di attacchi informatici, nel week end è stato il turno delle istituzioni russe, prese di mira da Anonymous.

Il gruppo hacker ha messo offline il sito del Cremlino, della Duma, del ministero della Difesa e uno della rete di controllo del gas russo, tra cui il portale di Gazprom, sottraendo anche dei dati sensibili. Ha attaccato anche la tv di stato russa cambiandone la programmazione con immagini degli scontri e mandando in onda canzoni ucraine.
“Abbiamo mandato offline i siti governativi e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin”, ha rivendiacato Anonymous, aggiungendo di essere al lavoro per “garantire al meglio la connessione online del popolo ucraino”.

Il video di Anonymous e l’attacco a Putin

Il collettivo ha spiegato in un video i motivi dell’operazione denominata ‘OpRussia’. Ha invitato i soldari russi a ritirarsi dall’Ucraina per non essere complici delle “folle azioni” di Putin. E rivolgendosi direttamente al leader russo, definito “dittatore”, lo ha minacciato direttamente: “i tuoi segreti non saranno più al sicuro”.

Nel video anche i consigli su come fare ad aggirare la censura, usando Tor o una Virtual Private Network per accedere ai contenuti.

Anche la Bielorussia presa di mira

Sempre via social, Anonymous ha rivendicato di aver attaccato la Bielorussia, alleata di Putin. Nel paese sono stati mandati in tilt siti delle istituzionali, tra cui quello esercito e del ministero della difesa, e le ferrovie. “Tutti i servizi sono fuori uso” e resteranno “disattivati finché le forze russe non lasceranno il territorio della Bielorussia”.