Ursula von der Leyen (Foto Ansa)

Ucraina, l’Ue blocca le tv del Cremlino: stop alle loro bugie

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Rt e Sputnik bersaglio di restrizioni in Ue e Inghilterra. Ma anche i social si schierano contro le emittenti

Non solo sanzioni economiche. L’Unione Europea si schiera contro anche le emittenti russe, emanazione di Mosca.
“Con una mossa senza precedenti vieteremo la presenza in Ue della macchina mediatica del Cremlino”, ha annunciato Ursula von der Leyen, presentando altre decisioni prese dall’Ue sul conflitto.

“Russia Today e Sputnik, controllate dal governo, e le testate a loro legate non potranno più diffondere le loro bugie per giustificare la guerra di Putin e creare divisioni nell’Unione”.
“Stiamo sviluppando gli strumenti per vietare questa disinformazione tossica e dannosa in Europa”, ha chiosato la presidente della Commissione Ue.

Nei giorni scorsi Lituania ed Estonia, due ex repubbliche sovietiche oggi membri Ue e Nato, con importanti minoranza russofone, hanno bloccato le trasmissioni sul loro territorio di una serie di emittenti in lingua russa, dopo la diffusione del discorso di Putin che annunciava l’invasione. Tra loro ci sono Rtr Planeta, Ntv Mir, Rossija 24, TV Centre International e la bielorussa Belarus 24.

Londra chiede l’intervento di Ofcom

Anche da Londra sono arrivate aperte critiche ai media filo Putin. Dopo che in settimana Nadine Dorries, segretario alla Cultura, aveva scritto all’Ofcom, l’autorità inglese che vigila sui media, accusando RT di fare “disinformazione dannosa”, ora a prendere posizione contro l’emittente è Boris Johnson.
“Spaccia materiale che fa molto danno alla verità”, ha detto il primo ministro sollecitando Ofcom a riesaminare la posizione di RT Uk per verificare se la sua copertura dell’invasione russa “violi le regole vigenti in questo Paese”.

Canali social sospesi o etichettati

Nessuna tregua per le emittenti nemmeno sui social e in rete. Instagram e Facebook hanno cominciato a identificare, con apposite segnalazioni, i profili che sono considerati di propaganda. Provando, per esempio, a consultare la pagina dell’agenzia di stampa russa Tass, compare un messaggio che avverte l’utente: “Contenuti multimediali controllati dal seguente stati: Russia”.
“Facebook ha contrassegnato questo editore perché ritiene che possa essere totalmente o parzialmente sotto il controllo editoriale di uno stato”, ha spiegato il social. “Questo è stabilito in base a una serie di fattori tra cui, a titolo esemplificativo, il finanziamento, la struttura e gli standard giornalistici”.
In più, Meta ha anche vietato ai media statali russi di pubblicare inserzioni pubblicitarie o trarre profitto dai suoi annunci sulla propria piattaforma in qualsiasi parte del mondo. 

Mossa simile anche da YouTube. la piattaforma ha sospeso diversi canali russi, tra cui quello del canale di stato RT, impedendo loro di guadagnare dalla presenza sul sito.
La decisione è stata motivata da “circostanze straordinarie” ha spiegato Farshad Shadloo, portavoce del sito. RT, ha aggiunto, ed altri canali non saranno accessibili in Ucraina dopo “una richiesta del governo”.