Tim si divide in due: Netco e Servco. Conti 2021 in rosso

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Via libera dal Cda al Piano 2022-24 dell’ad Labriola. Continuano le analisi su ll’offerta di Kkr, mentre si tratta la cessione di Inwit

Via libera unanime dal Cda di Tim al nuovo piano industriale 2022-2024 per la telco presentato dall’amministratore Delegato Pietro Labriola. Il piano, si legge in una nota, “avvia un percorso di trasformazione basato sulla creazione di distinte legal entities, netco e servco (consumer, enteprise e Tim brasil), superando il modello di integrazione verticale”.

La separazione in due

Nel dettaglio ServCo comprenderà gli asset di rete mobile, piattaforme di servizio e data center. Sarà articolata in Enterprise (le attività commerciali nel mercato Enterprise integrate dalle digital companies Noovle, Olivetti e Telsy); COnsumer e Tim Brasil. Punterà sui servizi digitali, in particolare sul Cloud (visto crescere ad un ritmo del 15% annuo), sul IoT (+10%) e sulla Cybersecurity (+10%). Nella NetCo invece confluiranno gli asset di rete fissa, le attività wholesale domestiche e quelle internazionali di Sparkle.

Secondo le stime, l’impatto sui costi necessari per realizzare la piena separazione sarà molto contenuto, “in quanto la maggior parte degli investimenti è già stata sostenuta”.

“Sono convinto che l’evoluzione del Gruppo che abbiamo disegnato rappresenti una discontinuità positiva”, il commento di Labriola. “Stiamo giocando un ruolo da front-runner nel settore delle Telco e ci aspettiamo che altri seguano il nostro esempio. I progetti che abbiamo intenzione di lanciare per i clienti e quelli previsti dall’Agenda Digitale e dal PNRR richiedono una risposta immediata e forte: con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti”.

CS_Piano-Industriale-2022-24

Conti 2021 in rosso: nessun dividendo

Il 2021 si è chiuso con un rosso di 8,7 miliardi “dopo la svalutazione dell’avviamento domestico per 4,1 miliardi di euro e lo stralcio pari a 3,8 miliardi di euro, da parte della capogruppo delle attività per imposte anticipate”. Il Consiglio di Amministrazione propone pertanto all’assemblea di non distribuire dividendi.

Nel quarto trimestre, da una parte, è proseguita la crescita a doppia cifra del business ICT dall’altra il contesto competitivo ha portato diversi operatori del mercato a continuare ad agire sulla leva del prezzo e degli sconti, con una conseguente flessione delle performance operative” spiega il cda di Tim. L’indebitamento finanziario netto al 31dicembre 2021 si è attestato a 22,2 miliardi di euro (17,6 miliardi di euro su base after lease), con una riduzione di 1,1 miliardi di euro rispetto allo scorso esercizio (1 miliardo di euro su base after lease). I ricavi del 2021 sono stati pari a 15,3 miliardi di euro (-1,9%) e l’ebitda organico è stato pari a 6,2 miliardi (-9,6%). Nel quarto trimestre i ricavi sono stati pari a 4 miliardi (-4,4%) e l’ebitda si è attestato a 1,4 miliardi (-21,9%).

Ancora nessuna risposta per Kkr

Una risposta all’offerta di Kkr per il 100% di TIm ancora non c’è. Gli advisor di Tim stanno andando avanti con l’analisi: “Con la finalizzazione del piano industriale hanno ricevuto tutti gli elementi rilevanti e necessari per valutare la Manifestazione d’interesse indicativa e non vincolante di KKR. Questa analisi sarà conclusa rapidamente” si legge in una nota diffusa al termine del cda della società telefonica. “Una volta completata (l’analisi, ndr), il Consiglio si riunirà per valutare le determinazioni di competenza e decidere i passi successivi in merito”.

L’offerta per Inwit

Un consorzio di investitori istituzionali guidato da Ardian ha presentato a Tim un’offerta vincolante per l’acquisto della maggioranza del capitale sociale della holding Daphne 3, che detiene il 30,2% del capitale sociale di Inwit. L’operazione proposta è strutturata in modo da non far sorgere alcun obbligo di Offerta pubblica di acquisto, precisa una nota. Il Consiglio di Amministrazione di Tim, valutando positivamente l’offerta,ha dato mandato a Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale, di negoziare l’accordo.