Pietro Labriola (Foto Ansa)

Tim affonda in Borsa. Labriola: Kkr incerta; focus su 4 business; Open fiber…

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Tim sprofonda a Piazza Affari dopo la presentazione dei conti al 2021 e del piano strategico al 2024. Il titolo del gruppo di tlc, dopo essere stato sospeso dagli scambi, segna un tonfo dell’11,87% a 0,3029 euro, dopo aver toccato un minimo infraday a 0,2965 euro. Il 2021 si è chiuso con un rosso da 8,7 miliardi di euro, dopo svalutazioni per 4,1 miliardi. I ricavi sono diminuiti dell’1,9% a 15,3 miliardi. Il piano prevede la creazione di entità legali per separare infrastrutture e servizi. Nell’ultimo mese il titolo ha perso il 28,7%, il 19,4% sui sei mesi e del 21,2% nell’ultimo anno.

Kkr per Tim “è un importante partner industriale all’interno di Fibercop, siamo soddisfatti della relazione con loro ; c’è un dialogo costante e costruttivo sulla componente legata a Fibercop”. Così l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola sul fondo Usa che “allo stesso tempo ha fatto “una manifestazione di interesse legittima”. Una manifestazione di interesse che comunque con quel valore “intravede che il reale valore dell’azienda sia superiore a quello” proposto (0,505 euro per azione) visto che per mettere in piedi l’operazione devono trovare e remunerare i fondi. “La nostra legittima sfida – prosegue l’Ad – è ‘andiamo a vedere noi come facciamo a estrarre del valore anche nella stessa modalità che loro immaginavano’; è questo il lavoro che noi dobbiamo fare nei prossimi tre mesi” che, precisa, richiederà il supporto di una serie di advisor.

Inoltre Labriola sottolinea come la proposta del fondo Usa fatta con “numerose condizioni” contiene una “serie di elementi di incertezza che rendono tale proposta poco comparabile con altre su mercato”. La proposta “sembra voler valorizzare gli asset del gruppo in modalità abbastanza simile a quella che proponiamo noi. Se loro lo fanno esternamente vuol dire che intravedono in questo modo la possibilità di generare valore in modalità simile, allora è probabile che ci possa essere anche facendolo internamente” e in questo modo “il ‘delta’ valore generato riesce a essere distribuito a tutti gli azionisti” conclude l’Ad.

Pietro Labriola (Foto Ansa)

“Quello che abbiamo presentato al cda è un piano che ha come prima indicazione quella di focalizzare l’azienda nei quattro business che gestiamo: uno dei quali è un’attività di carattere infrastrutturale, quella legata alla costruzione della rete che si trova di fronte ad un periodo di forte necessità in termini di investimento. Noi abbiamo una rete in Fttc, ora dobbiamo costruirla in Ftth (Fiber to the home, fibra fino a casa n.d.r.) il che richiede un fabbisogno di capex molto pesante nel breve periodo”.

Quindi il piano di Tim si sviluppa in due step con quello che da subito accende il faro sui quattro business che il gruppo gestisce: infrastruttura, Brasile, Consumer e aziende. Poi entro giugno “prima della chiusura della semestrale”, precisa Labriola, si tornerà a “verificare se non sia opportuno lavorare a questo progetto con la creazione di due legal entities” cioè Netco e Servco. La prima, sulla rete, “è propedeutica alla perdita dell’integrazione verticale, cercando di recuperare il dividendo regolatorio sia sul segmento rete sia sulla rimanente parte dell’azienda”.

Dal punto di vista della Rete se si perde l’integrazione verticale non si puo’ avere il controllo dell’azienda e “se non possiamo controllare l’azienda dobbiamo cercare dei partner: da un lato abbiamo un potenziale partner industriale che potrebbe essere Cdp con Open Fiber, dall’altro potremmo avere anche dei partner di carattere più finanziario che hanno un interesse su questa attività” sulla falsariga di quanto fatto in Brasile per lo sviluppo della rete in fibra con un fondo di private equity che ha acquisito il 51% dell’attività permettendo “una accelerazione negli investimenti necessari”, ha detto ancora l’Ad.

“Non so quale saranno le decisioni che prenderà Cdp: è chiaro che dal punto di vista industriale” la società per la fibra di Cassa depositi e prestiti, Open fiber, “potrebbe essere il partner piu interessante: dopo di che sta a loro fare le analisi del caso per vedere quali sono le efficienze” da trarre. Così ancora l’amministratore delegato di Tim nel corso dell’incontro con le agenzie tra cui Adnkronos.

“Internamente chiamiamo ‘Tim out the box’ il progetto che vogliamo presentare a giugno” e che riguarda la divisione del gruppo in NetCo e ServCo. Così Labriola che precisa come “nei numeri del piano non era incluso nè la cessione di Inwit a Ardian né ‘Tim out the box’. Noi immaginiamo – ha spiegato – di arrivare prima della semestrale a fare un ‘Tim market day’, per presentare al mercato finanziario quelli che sono i numeri e le possibili sinergie e partner finanziari e industriali che ci potrebbero accompagnare in questo percorso”.