Vladimir Putin (Foto Ansa)

Russia, stretta sui media. L’allarme degli indipendenti: è censura di stato

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A uno a uno Mosca spegne le voci indipendenti. Chiudono Radio Ekho di Mosca e la tv Dozhd. Mentre il sito meduza denuncia il ritorno della censura di stato

Situazione delicata per le voci indipendenti a Mosca, sempre più sotto la pressione politica e della Roskomnadzor, autorità di controllo sui media. Se all’inizio dello scontro in Ucraina sono stati “invitati” ad utilizzare solo fonti governative per i racconti dal fronte, avanzando minacce per aver definito gli scontri guerra e non ‘operazioni militari’, ora il parlamento russo sarebbe in procinto di approvare una normativa che renderebbe un reato i resoconti ‘non ufficiali’ sull’invasione.

Chiude Radio Ekho di Mosca

In attesa di nuove direttive, che secondo il dipartimento di Stato Usa potrebbero essere discusse nelle prossime ore, le ultime vittime di questo giro di vite sono Radio Ekho di Mosca e la tv indipendente Dozhd.

Nata nel 1990, Ekho Moskvy ha annunciato la propria chiusura, dopo che le autorità avevano bloccato le trasmissioni per la sua copertura sull’Ucraina.
“La maggioranza del cda di Ekho Moskvy ha deciso di sciogliere la radio e il sito internet di Ekho Moskvy”, ha comunicato su Telegram il direttore Alexei Venediktov.
Secondo Novaya Gazeta, Roskomnadzor ha chiesto a Google di eliminare la app della radio, che per ora si può seguire su YouTube.

Stop anche per la tv Dozhd

Bandiera bianca anche dalla tv indipendente Dozhd, che ha sospeso l’attività. La Procura generale aveva chiesto la chiusura del sito il primo marzo e negli ultimi due giorni le trasmissioni erano visibili solo su Youtube.

“Serve forza, per respirare un po’ e capire come continuare a lavorare. Speriamo davvero di tornare a trasmettere”, ha indicato la direttrice Natalia Sindieieva. “Non abbiamo mai conosciuto una decisione così difficile”, ha aggiunto, insistendo tuttavia che si tratta di una misura “temporanea”.

La resistenza “a tempo” di Meduza

A resistere per ora è Meduza, ma chissà per quanto. Il sito ha pubblicato un editoriale dal titolo “non ci potete zittire”. In poche ore, al massimo giorni, non ci saranno più media indipendenti in Russia, è la denuncia fatta da Meduza, convinto di avere ancora pochissimo tempo prima di dover fronteggiare le pressioni delle autorità. “La distruzione dei media indipendenti è una delle cose che ha reso possibile questa guerra”, sottolineano.

“Stiamo pubblicando questo testo finché c’è ancora tempo – per noi – per far sapere a tutti l’inizio di un altro storico sviluppo: la Russia ha ufficialmente introdotto la censura di stato”, scrivono sul sito di Meduza.
“In pochi giorni, forse già oggi, è possibile che non ci saranno più media indipendenti in Russia. Molto, molto presto è possibile che chiunque in Russia cerchi informazioni dalle “voci nemiche” di fonti indipendenti dovrà fare gli stessi sforzi che erano richiesti per avere notizie da coloro che vivevano dentro la Cortina di ferro”. Infatti, si legge ancora sul sito di Meduza, “la censura federale chiede di raccontare la guerra definendola solo come “un’operazione militare speciale”; i loro ordini intimano di non dare copertura alle azioni militari; hanno deciso di bloccare i siti web di Taiga.info, Doxa, The Village, TV Rain, Ekho Moskvy radio station e molte altre. Ciò è semplicemente censura”. “La drammatica situazione in cui il nostro Paese si trova oggi – si legge ancora su Meduza – è uno dei risultati dell’assalto delle autorità ai media indipendenti e alla stessa realtà delle cose. Se abbiamo una minima chance di fermare questa guerra noi abbiamo bisogno della stampa libera”.