L’Espresso. Contro la cessione solidarietà dei giornalisti del gruppo. Oggi niente Repubblica

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“Dopo mesi di smentite e astratte rassicurazioni, il gruppo Gedi annuncia infine la vendita dell’Espresso. L’offerta che appena tre giorni fa “non era ancora stata formalizzata” e doveva per questo essere prima valutata, è invece stata formalizzata e accettata in tempi record”.
Lo sottolinea l’assemblea dei redattori in un comunicato, che proclama “lo sciopero a oltranza delle firme, sia sul settimanale cartaceo che online, e conferma l’astensione dal lavoro per impedire l’uscita del prossimo numero”.

La redazione dell’Espresso “esprime grande preoccupazione per il futuro di un giornale che ha fatto delle inchieste e delle battaglia politiche, civili e culturali la propria ragion d’essere ed entra in un gruppo editoriale che finora si è concentrato su altri settori dell’informazione”, e “la propria ferma protesta per i modi in cui la trattativa sulla cessione della testata è stata condotta, e per il risultato finale di un negoziato che per mesi metterà l’Espresso in una situazione che non ha precedenti nella storia dell’editoria italiana, di fatto una co-gestione sospesa tra due proprietà. Una vecchia proprietà che ha affermato la “non strategicità” della testata e un’altra società promessa acquirente di cui al momento non è dato sapere che tipo di obiettivi si pone per il giornale”. “Una situazione, concludono i giornalisti, che rende impossibile il sereno lavoro dell’intero corpo redazionale”.

Da Gedi Visual esprime solidarietà ai colleghi dell’Espresso e a Damilano

Il Comitato di Redazione di Gedi Visual esprime solidarietà ai colleghi dell’Espresso e a Marco Damilano, che ha presentato le sue dimissioni dal Gruppo a fronte della decisione (non comunicata ai diretti interessati) di vendere la testata.

Una testata “storica, libera, critica che ha dato identità al Gruppo -si legge in una nota diffusa stamane- nata grazie alla lungimiranza di Eugenio Scalfari e di Carlo Caracciolo. Essa ha dato vita e nome a un Gruppo che, da anni, ha un ruolo fondamentale nel settore dell’informazione”.

Si tratta -conclude poi la nota- di “una scelta che preoccupa tutti i dipendenti Gedi, convinti che un Gruppo che ambisce ad avere un ruolo determinante nel mondo dell’editoria si presenta a nuove sfide investendo e non tagliando. È una decisione che giudichiamo grave e per questo siamo al fianco dei colleghi”.

Proclamato sciopero, con maggioranza bulgara, anche a Repubblica

Ieri la redazione di repubblica ha approvato la mozione del cdr con 224 favorevoli 6 astenuti 9 contrari. Pertanto proclama lo sciopero immediato: il giornale non sarà in edicola oggi e il sito non sarà aggiornato dalle 19 di oggi alle 19.


Di seguito il testo della mozione:

La redazione di Repubblica ritiene che la cessione dell’Espresso sia un atto grave che mette a repentaglio il futuro di tutto il gruppo Gedi. Cedere la testata capostipite di Repubblica e patrimonio del giornalismo italiano segnala una grave mancanza di fiducia sullo sviluppo a lungo termine.
I giornalisti di Repubblica hanno intrapreso con impegno e massimo sforzo la riconversione della nostra offerta informativa verso le sfide del digitale. Di contro la proprietà, mentre i colleghi sono impegnati nei teatri di guerra, conferma una strategia di riorganizzazione e ridimensionamento: cessioni di testate, accorpamenti di rami d’azienda e uscite incentivate del personale. Oggi pagano i colleghi dell’Espresso, a cui va la solidarietà di Repubblica e l’impegno al massimo sostegno possibile.

Una deriva che non può essere ulteriormente accettata in silenzio. Per questo l’assemblea proclama lo sciopero, affida al cdr un pacchetto altri 3 giorni di astensione e gli conferisce il mandato di chiedere all’azienda impegni vincolanti e chiari su investimenti e perimetro

Solidarietà anche da La Stampa e Secolo XIX

L’assemblea dei redattori de La Stampa, “schierati a fianco della redazione di Repubblica, registra con allarme la decisione di Gedi di cedere l’Espresso ed esprime piena solidarietà ai colleghi dopo che è stato ufficializzato il passaggio della testata al gruppo Bfc”. Lo si legge in una nota con cui la stessa assemblea dichiara lo stato di agitazione. “Si tratta di una dismissione che indebolisce il nostro Gruppo – prosegue la nota – e lo priva di una delle sue testate storiche, fatta in nome di una strategia che fino ad oggi ha visto soprattutto dismissioni e tagli su più fronti. Alla luce di questi sviluppi aziendali si reputa urgente un chiarimento con l’editore che coinvolga tutte le rappresentanze sindacali delle testate del gruppo per concordare le azioni necessarie”.

La redazione de Il Secolo XIX, che già si è opposta alla decisione del gruppo Gedi di cedere l’Espresso esprimendo piena solidarietà ai colleghi ancora prima che le voci di cessione venissero confermate, si schiera a fianco della redazione di Repubblica”. Lo si legge in una nota del Comitato di redazione de Il Secolo XIX. “La scelta di cedere l’Espresso è una dismissione che indebolisce il nostro gruppo e lo priva di una delle sue testate storiche, fatta in nome di una strategia che fino ad oggi ha visto solo dismissioni e tagli. Alla luce di questi sviluppi, il Cdr de Il Secolo XIX chiede urgentemente un chiarimento con l’editore che coinvolga tutte le rappresentanze sindacali delle testate del gruppo Gedi” spiega ancora il Cdr. (ANSA).