Rai Way, la Rai può cedere la maggioranza delle torri tv

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Un decreto firmato da Mario Draghi autorizza Viale Mazzini a scendere sotto il 51% nella società. Aprendo la strada al riassetto del settore

La Rai può portare la propria partecipazione in Rai Way sotto la soglia del 51%. Il via libera è arrivato con un decreto firmato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Rai Way controlla le torri di trasmissione tv. Quotata nel 2014, capitalizza 1,3 miliardi e al momento la Rai ne possiede il 65%.

Il decreto serve a superare un analogo provvedimento, approvato dal governo Renzi il 2 settembre 2014, che al contrario impediva a Viale Mazzini di scendere sotto il 51% della spa. Ora, perchè entri in vigore, il decreto deve prima essere registrato dalla Corte dei conti.

Il riassetto del settore con Ei Tower

Perchè entri in vigore, il decreto deve prima essere registrato dalla Corte dei conti, ma l’operazione, in ogni caso, apre la strada al riassetto del settore, con il progetto di fusione con Ei Tower, l’altra grande azienda che detiene le infrastrutture di trasmissione in Italia, che potrà essere riavviato.
Un tentativo, ricorda Ansa, era già stato fatto sette anni fa quando Mediaset, che allora possedeva la maggioranza delle azioni della società, tentò di lanciare un’opa su Rai Way. Il progetto si infranse per l’opposizione del governo Renzi, contrario alla vendita delle torri, ritenute un asset strategico del Paese. Una norma del 2014, ora superata dal decreto Draghi, impediva alla tv pubblica di scendere sotto al 51%.

Ora lo scenario appare destinato a cambiare. Ei Tower è posseduta al 60% dal gruppo F2i, guidato da Renato Ravanelli, e al 40% da MediaForEurope (Mfe), il nuovo nome di Mediaset. Allo studio ci sarebbe la creazione di un nuovo gruppo, in grado di capitalizzare oltre due miliardi di euro, che controllerebbe tutte le infrastrutture nazionali e potrebbe realizzare sinergie gestionali e quindi una riduzione dei costi a vantaggio anche della Rai.

UsigRai: quale progetto su Rai Way? Serve per fare cassa?

Un piano tutto da definire, che ha già destato perplessità nell’UsigRai. “Qual è il motivo della decisione del governo su RaiWay? Perché il governo apre alla possibilità che la Rai perda il controllo delle proprie torri di trasmisione?”, si è chiesto il sindacato dei giornalisti.
“Rispetto a un asset strategico per l’azienda di Servizio Pubblico il governo ha il dovere di spiegare le ragioni di questa scelta. Prima di mettere in mani private un patrimonio pubblico di questa portata il Governo deve dire qual è il progetto strategico per il sistema paese rispetto al tema delle torri di telecomunicazioni e trasmissione”.

“Ad oggi sembra solo un modo per consentire all’ad della Rai di fare cassa con una nuova ondata di vendita. Dunque, ancora una volta – esattamente come nel 2014 – il governo causa il buco nelle casse della Rai, non assicurando a Viale Mazzini il 100% dei ricavi da canone, e poi chiede alla Rai di vendere i propri ripetitori per ripianare quel buco e tenere i conti in pareggio. Ci auguriamo di sbagliarci. Ma ad oggi questo è il messaggio.
“Qualche domanda dovrebbe farsela anche l’ad Fuortes: alla sua giusta richiesta di avere l’intero ricavo da canone, il governo lo ignora e anzi gli chiede di ripianare i conti vendendo i muri di casa”, hanno aggiunto in conclusione.

Anzaldi e Gasparri all’attacco

Anche dalla politica si sono levate critiche critiche. Primo a prendere posizione contraria è proprio Italia Viva, partito di Renzi. E’ “un provvedimento grave”, approvato “senza alcuna trasparenza e senza che sia stato detto a cosa debbano servire questi soldi in più che arrivano nelle tasche della Rai”, ha commentato Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della Commissione di Vigilanza. Che ha aggiunto: “La garanzia che le torri restassero un bene pubblico, posta da Renzi nel 2014, sarebbe quindi stata cancellata senza alcuna rassicurazione sulla destinazione di questo patrimonio”.

“Perdere il controllo delle torri di Rai Way sarebbe veramente una sciocchezza da parte del servizio pubblico radiotelevisivo”, il commento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha ricordato di essersi già opposto anni fa, da ministro, alla “svendita di Rai Way”, definito un “patrimonio fondamentale per la Rai”. “Sarebbe un errore scendere sotto il 51%. Chiedo un confronto immediato in commissione parlamentare di Vigilanza su questa vicenda”, ha chiosato.