Josep Borrell (Foto Ansa)

L’Ue studia blocchi e sanzioni per i media contro la disinformazione

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A lanciare l’idea Borrell, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri: “proporrò un nuovo meccanismo”

Le disposizioni che l’Unione Europea ha preso contro le emittenti russe del Cremlino, Russia Today e Sputnik, potrebbero non restare un caso isolato, ma diventare un primo passo per arrivare a provvedimenti per bloccare i media che diffondono disinformazione.
E’ il quadro che emerge dalle parole di Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, riprese da Reuters.

Secondo il politico il Parlamento Ue dovrebbe essere in grado di intervenire attivamente contro i media responsabili di questi episodi di manipolazione del pubblico, congelandone gli assett o bloccandoli. “Proporrò un nuovo meccanismo che consentirà di sanzionare quegli attori maligni di disinformazione”, ha attaccato Borrell. Il suo obiettivo, ha specificato, non è cercare di definire ciò che è vero o ciò che è falso nelle notizie, ma di tutelarsi dai rischi di manipolazione.

Immediato quindi il riferimento a Russia Today e all’agenzia Sputnik come esempio “di strumenti” usati dalla propagando russa sull’invasione in Ucraina. Non solo stanno bombardando case e infrastrutture in Ucraina, ha chiosato, ma stanno anche bersagliando gli stessi russi con bufale e informazioni distorte.