McDonald's di Mosca (foto Ansa)

Ucraina, sempre più brand in fuga dalla Russia. Pesa il rischio boicottaggi

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Dalla finanza al tech, sempre più marchi congelano le proprie attività a Mosca dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Eccone una carrellata

Continua la fuga dalla Russia. Ogni giorno si allunga l’elenco di marchi e società che bloccano le loro attività nel paese a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Nessun settore è risparmiato dal passo indietro, dalla finanza alla ristorazione, passando per l’energetico.

I brand che hanno lasciato la Russia (fonte Tg La7)

Tech, finanza ed enrgetico

Sul fronte tech, Apple a inizio marzo ha sospeso le esportazioni in Russia, bloccando temporaneamente anche servizi come Apple pay. I social hanno bloccato canali e profili delle tv di stato, come Rt e Sputnik, Google ha rimosso dal servizio news le notizie proposte dai due media, così come ha fatto Microsoft dall’elenco delle app per Windows. Poi ancora sospensione dalle attivià sono arrivate da Sap, Oracle e Accenture.

Nell’ambito finanziario, bloccate le operazioni di Mastercard, Visa e American Express. Shell ha sospeso l’acquisto di petrolio e gas naturale dalla Russia. Via anche General Electric, così come Eni ha annunciato l’intenzione di cedere la quota nel gasdotto Blue Stream dove figura anche Gazprom.

Fashion, lusso e arredamento

Poi nel fashion stop da H&M, Asos, Burberry e Boohoo, e da marchi come Hermés, Chanel, Louis Vuitton e Prada. I marchi del lusso, in particolare, sono esclusi dalle sanzioni imposte dall’Ue. Stop anche da Nike.
Ikea ha bloccato importazioni ed esportazioni dalla Russia.

Si blocca anche Mc

Non è stato risparmiato nemmeno il food & beverage in senso lato. McDonald’s, Starbucks, Coca-Cola e PepsiCo, hanno annunciato la sospensione delle loro attività in Russia. Nei giorni scorsi i 4 colossi sono stati messi sotto pressione, con minacce di boicottaggio.
In particolare McDonald’s, che nel paese ha oltre 850 punti vendita e con il suo arrivo nel 1990 era stato il simbolo ell’ascesa del capitalismo a scapito del comunismo, ha comunicato che continuerà a pagare i suoi 62.000 dipendenti nel paese.

Tra le multinazionali, passi indietro da Nestlé, e dai marchi di tabacco Philip Morris e Imperial Brands.

Tv e cinema

Oltre ad aver annullato le uscite dei suoi film in Russia (come hanno fatto anche Sony e Disney), WarnerMedia ha annunciato che cesserà le trasmissioni tv nel paese, interrompendo gli accordi di licenza dei contenuti.
Stessa decisione è stata presa da Discovery. Il broadcaster trasmette in Russia quindici marchi di intrattenimento, tra cui HGTV, Animal Planet, TLC ed Eurosport, sono distribuiti tramite Media Alliance, joint venture con la locale National Media Group.
Come loro anche Cnn.