Guerra in Ucraina: è crisi anche per filiera editoria. Che chiede credito d’imposta

Condividi

La forte impennata dei costi delle materie prime e dell’energia, alimentata dalla guerra in Ucraina, sta mettendo a dura prova la tenuta delle cartiere e dell’intera filiera editoriale italiana. I costi del gas per produrre una tonnellata di carta sono nettamente superiori al costo di vendita, come denunciano ormai da tempo l’Assocarta, l’Associazione Italiana Editori (Aie), l’Associazione Nazionale Editoria di Settore (Anes) e la Federazione Carta Grafica.


Sono sempre più numerose le cartiere italiane – secondo alcune stime una su due – costrette a sospendere la produzione: il peso della bolletta del gas sul fatturato è aumentato del 400% nel 2021, rispetto al 2020, ma dall’inizio del 2022 il dato è anche peggiorato.


Secondo Assocarta, lo scorso dicembre le cartiere italiane pagavano il gas naturale, col quale producono energia elettrica per il funzionamento degli impianti, cinque volte in più, ma in questi giorni, con l’escalation del conflitto in Ucraina, il costo è mediamente decuplicato, con punte di quindici volte di più. Il settore della cartiere conta circa 150 stabilimenti, dislocati in tutti il Paese, che hanno prodotto nel 2021 oltre 9,6 milioni di tonnellate (+12,5% su 2020) generando un fatturato di 8,18 miliardi di euro, in aumento del 28,6% sul 2020.

Di riflesso, l’impennata del costo della carta, rischia di generare una minore offerta di libri e riviste, ritardi nelle consegne, possibili aumenti dei prezzi per il pubblico dei lettori, senza escludere gravi problemi per l’editoria scolastica. Per questo l’Aie, l’Anes e la Federazione Carta Grafica chiedono al Governo un credito di imposta sull’acquisto di carta grafica per fini editoriali.