giornalisti (foto cco pixabay)

Unesco: i social minacciano la sopravvivenza dei media e il diritto all’informazione

Condividi

I social network rappresentano una minaccia esistenziale per la sopravvivenza dei media professionali. E con loro ad essere minacciati è il diritto all’informazione. E’ quanto rileva un rapporto dell’Unesco sulle tendenze globali nella libertà di espressione.

Pubblicità fagocitata da Google e Facebook

Negli ultimi cinque anni, sia il pubblico che le entrate pubblicitarie sono migrati in gran numero verso le piattaforme Internet. “Google e Facebook raccolgono ormai circa la metà di tutta la spesa pubblicitaria digitale globale, mentre negli ultimi cinque anni, i ricavi pubblicitari dei giornali si sono dimezzati”, evidenzia l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

I giornali spesso faticano a ottenere l’attenzione dei lettori, tra i tanti contenuti che circolano e l’azione degli algoritmi.
Gli utenti dei social media, al contrario, sono quasi raddoppiati da 2,3 miliardi nel 2016 a 4,2 miliardi nel 2021. E’ aumentato il numero di voci e contenuti, ma non necessariamente con il valore aggiunto distintivo dei contenuti giornalistici.

Gli effetti collaterali della pandemia

La pandemia ha poi ci ha messo del suo, amplificando il calo dei ricavi pubblicitari, la perdita di posti di lavoro e le chiusure delle redazioni mentre aumentavano le notizie false relative al Covid-19 sui social media.
Più di un milione di messaggi contenenti informazioni inesatte, inaffidabili o fuorvianti sulla pandemia sono circolati su Twitter a settembre 2020, rileva lo studio. Dunque il taglio dei posti di lavoro nel settore dell’informazione ha lasciato un grande vuoto, specialmente nel Sud del mondo e spazio alla disinformazione.

Violenza in aumento

Questa crisi arriva, inoltre, secondo il rapporto dell’Unesco, in un momento in cui la sicurezza dei giornalisti è sempre più minacciata, non solo da governi e gruppi criminali, ma anche da lobby private e cittadini.
Tra il 2016 e il 2021 sono stati 455 i giornalisti uccisi a causa o durante il loro lavoro, così come è aumentata in maniera preoccupante la tendenza della violenza online contro i giornalisti.

Unesco: intervengano i governi

L’Unesco invita dunque i governi a intraprendere azioni politiche per proteggere i media indipendenti e la sicurezza dei giornalisti. E’ necessario, insiste l’Unesco, sostenere la redditività economica dei mezzi di informazione indipendenti; sviluppare l’alfabetizzazione mediatica e informativa, insegnare a tutti i cittadini la differenza tra informazioni affidabili e verificate e non verificate e incoraggiare il pubblico a ottenere informazioni da media indipendenti; sostenere la produzione di informazioni libere e pluralistiche, in linea con le norme internazionali sulla libertà di espressione.