TgR, Rai condannata per comportamento antisindacale. Barachini scrive a Fuortes

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Decisione del Tribunale civile di Roma dopo la denuncia di Asr e Usigrai sul taglio delle edizioni notturne. Barachini: coinvolgere anche Vigilanza

Il Tribunale civile di Roma ha condannato la Rai per comportamento antisindacale per il taglio dal 9 gennaio delle edizioni notturne della Tgr, decise dall’azienda. Il ricorso era stato avanzata dall’Associazione Stampa Romana su indicazione dell’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai.

La Rai in una nota comunica di aver preso “atto del decreto del magistrato al quale darà ottemperanza e si riserva di impugnare il provvedimento per vedere riconosciute le proprie ragioni”. “Nel corso di questi mesi – precisa l’azienda – in ogni caso la disponibilità al dialogo con il sindacato non è mai venuta meno”.

Mancata consultazione

Il ricorso dell’Usigrai, si legge su AdnKronos, è stato accolto con “l’accertamento che la decisione di rimodulazione dell’offerta informativa del Tgr mediante la cancellazione delle edizioni notturne dei Tg Regionali è antisindacale perché avvenuta senza la preventiva consultazione del competente organismo sindacale ex art. 21 dell’Accordo Integrativo Rai-Usigrai di avviare la preventiva consultazione secondo le modalità previste”, e di “assicurare l’informativa prevista dall’art. 34 del Cnlg”, prima “dell’adozione della decisione di modifica del palinsesto di programmazione aziendale”.

Non solo. Nel decreto, relativo alla causa in materia di lavoro, iscritta al n° 33766/2021 r.g.l., c’è anche “l’ordine rivolto a Rai di pubblicare, a propria cura e spese, il presente decreto sulle pagine nazionali dei quotidiani la Repubblica, Corriere della Sera e Il Sole 24 ore”.

Il cavallo di Francesco Messina all’ingresso della sede Rai di viale Mazzini, Roma, 15 luglio 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Pagamento delle spese legali

Il giudice, inoltre, “condanna, per l’effetto, Rai, in persona del legale rappresentante pro-tempore, a pagare, in favore di Associazione Stampa Romana, in persona del legale rappresentante pro-tempore, le spese del procedimento, liquidate nella somma complessiva di 3.520 euro oltre Iva e Cpa come per legge ed oltre al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15 per cento ex art. 2, comma 2, D.M. 55/2014”.

I commenti alla sentenza

Barachini a Fuortes: coinvolgere sindacato e Vigilanza

A proposito della sentensa del Tribunale di Roma, il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini ha scritto una lettera all’ad Rai, Carlo Fuortese. Sulla questione della TgR vanno coinvolti gli “interlocutori sindacali”, ma anche “un soggetto istituzionale come la commissione parlamentare di Vigilanza. Barachini ha chiesto al manager di “fornire un immediato riscontro delle iniziative che l’azienda intenderà assumere in materia”.

Sulla cancellazione dell’edizione notturna della TgR, ha ricordato il presidenre della Commissione, “è stato approvato, il 23 febbraio scorso, un atto di indirizzo con il quale, premessa la necessità di un pronto ripristino delle corrette relazioni sindacali, si invitava tra l’altro l’azienda a mantenere uno spazio del palinsesto dedicato all’edizione notturna dei telegiornali regionali , nonché un presidio per la copertura di eventuali breaking news, anche mediante l’introduzione di formule innovative e nel rispetto del piano di riduzione dei costi annunciato”.

Alberto Barachini (Photo LaPresse – Andrea Panegrossi)

“Ad oggi, non sono pervenute risposte o riscontri da parte dell’azienda agli inviti contenuti nell’atto di indirizzo. Nel frattempo, però, il giudice del lavoro di Roma, con decreto emesso lo scorso 12 marzo, ha accertato la condotta antisindacale della Rai, e ordinato l’avvio di una preventiva consultazione ai sensi dell’articolo 21 dell’accordo integrativo Rai-Usigrai, atteso che tale obbligo non è stato ritenuto assolto dalla procedura avviata a seguito dell’audizione del 24 novembre 2021”.
Per Barachini, “la decisione dell’Autorità giudiziaria conferma – come già denunciato nell’atto di indirizzo – i rischi di un modo di procedere che ha portato la Rai ad assumere decisioni senza coinvolgere preventivamente non solo i propri interlocutori sindacali, ma neppure un soggetto istituzionale come la commissione parlamentare di Vigilanza”.
“Le chiedo pertanto, a nome mio personale e delle componenti politiche nella commissione, di fornire un immediato riscontro delle iniziative che l’Azienda intenderà assumere in materia, alla luce dell’atto di indirizzo della commissione e della pronuncia giurisdizionale”, ha concluso.

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Usigrai: ora rifare procedura e fornire elementi

Con una nota, UsigRai ha commentato la decisione del Tribunale di Roma.
“La Rai è stata condannata per comportamento antisindacale per il taglio dell’edizione notturna della Tgr. La decisione secondo il giudice è avvenuta senza la preventiva consultazione del competente organismo sindacale.
Lo ha deciso il Tribunale del lavoro di Roma che così ha dato ragione all’Usigrai che aveva impugnato davanti al giudice il provvedimento dell’azienda, d’intesa con la FNSI e presentando denuncia attraverso l’Associazione Stampa Romana”.

“Ora la Rai, che non ha voluto sentire ragioni sulla necessità di percorrere le strade previste dal contratto dovrà rifare tutta la procedura prevista, fornire al sindacato tutti gli elementi che era stata sollecitata a dare e inoltre pubblicare a sue spese sui principali quotidiani italiani il decreto del Tribunale che dice quanto i vertici dell’azienda hanno sbagliato in questa vicenda; soldi pubblici anche questi che si potevano risparmiare semplicemente con il dialogo”.

“I nostri appelli al confronto hanno avuto bisogno del giudice per essere ascoltati, dopo che anche la sollecitazione della Commissione di Vigilanza Rai ai vertici aziendali per un dialogo costruttivo erano caduti nel vuoto.
La decisione del giudice ristabilisce i fatti anche in relazione all’immagine e alla funzione del sindacato che il mancato rispetto delle regole da parte dell’azienda aveva tentato di intaccare.
Evidenzia anche la singolare tempestività con cui l’azienda ha tentato di convocarci per una “informativa” su decisioni già prese mortificando così il ruolo della consultazione in una mera presa d’atto. Bene abbiamo fatto a non rispondere a quello che il giudice ha definito “un tentativo di correre ai ripari” dopo che ci era stato impedito un reale confronto attraverso l’annuncio della decisione già presa da parte dell’Ad Fuortes davanti alla Commissione di Vigilanza.

“La violazione, scrive il giudice, appare palese. Il tenore inequivocabile delle frasi pronunciate dall’ad nella sede istituzionale e la precisazione della data in cui la terza edizione sarebbe stata cancellata non dà adito a dubbi su quanto è avvenuto”.

“Ogni tentativo di mettere nell’angolo la rappresentanza dei lavoratori è stato oggi svelato dal provvedimento del Tribunale del lavoro. Chi, tra i vertici aziendali, non ha voluto prendere atto di quanto stava accadendo, chi ha cercato di raccontare una storia diversa, oggi deve fare i conti con questo provvedimento e trarne le dovute conseguenze.

L’usigrai ringrazia gli avvocati Bruno del Vecchio e Francesco Bronzini che con il loro lavoro hanno ricostruito e rappresentato in giudizio tutta la vicenda e tutte le giornaliste e i giornalisti della Rai che hanno sostenuto l’azione del sindacato a tutela del contratto e del ruolo della rappresentanza di lavoratrici e lavoratori.

Fnsi: nuova stagione di relazioni industriali

“La sentenza di condanna della Rai per comportamento antisindacale, pronunciata dal giudice del lavoro di Roma, rende giustizia a chi, nella vicenda della cancellazione della terza edizione dei Tg regionali, ha sempre reclamato il rispetto delle regole. Con un provvedimento esemplare per chiarezza, il giudice accoglie i rilievi mossi a tutti i livelli dal sindacato dei giornalisti, che fin dal primo momento ha chiesto, nel rispetto della legge e del contratto di lavoro, un confronto preventivo con l’azienda”. E’ quanto afferma, in una nota, la Federazione nazionale della Stampa italiana. “L’auspicio è che si faccia tesoro di questa sentenza per inaugurare una nuova stagione di relazioni industriali. Chiedere il rispetto delle procedure non significa opporsi alle riforme. Nessuno, in Rai come in altri contesti aziendali, è autorizzato a pensare che i necessari e ineludibili processi di innovazione possano avvenire a suon di inutili e controproducenti esibizioni muscolari e a prescindere da piani industriali che valorizzino il lavoro dei giornalisti e l’offerta informativa”.