Mondadori. Utile 2021 sale a 44,2 mln, ricavi +8,5%. Porro: premiate scelte gruppo

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Mondadori chiude il 2021 con un utile netto di 44,2 milioni di euro, in forte aumento dai 4,5 milioni del 2020. Il gruppo dell’editoria registra un Ebitda adjusted salito a 105,7 milioni e ricavi netti a 807,3 milioni di euro, con un incremento dell’8,5% rispetto all’esercizio precedente.

“Il 2021 è stato un anno eccezionale per numero di acquisizioni gestite, la più importante delle quali è quella di De Agostini Scuola”, ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo Mondadori, Antonio Porro, alla presentazione del bilancio 2021 che si chiude con risultati superiori alle previsioni, ad eccezione della crescita del 13,1% del margine, “unico obiettivo raggiunto e non superato”.

Mondadori torna al dividendo dopo 10 anni

Il 2021 vede anche dopo oltre dieci anni il ritorno alla distribuzione del dividendo: 0,085 euro ad azione ordinaria. Per il prossimo triennio, ha aggiunto Porro, “l’obiettivo è accrescere la componente dei dividendi, con una distribuzione del 40% del cash flow ordinario. L’impegno è di una base minima di 0,085 euro, con una politica dei dividendi di circa il 25% superiore a quella relativa all’esercizio 2021”.

Nuove acquisizioni

Con un’acquisition line di 170 milioni disponibile a fine 2021, anche quest’anno Mondadori porterà a termine altre acquisizione nel settore del libro dove ci sono tre trattative già aperte: “Ma solo sul mercato nazionale”, ha precisato Porro.

I libri per Mondadori oggi contribuiscono per l’89% all’Ebitda adjusted, con una previsione di crescita a oltre il 92% per il 2022. Il gruppo è leader sia nel trade, con una quota di mercato del 23,7%, sia nella scolastica dove l’acquisizione di De Agostini Scuola ha portato la quota di mercato dal 22,1% al 32,9%.
E nella scolastica quest’anno ci sarà un importante piano di rinnovamento dei titoli, dopo i due anni di rallentamento per la pandemia di Covid-19.

Il costo della carta

Sul forte incremento del costo della carta che potrebbe incidere fortemente sui costi di produzione, Porro ha
precisato: “Già ci aspettavamo una crescita dei costi, che abbiamo incorporato nelle previsioni. Mondadori acquista carta per 40 milioni di euro all’anno, avevamo previsto un incremento dell’11% che, al momento attuale, è tra il 20 e il 28%. Ma non è ancora il caso di modificare le previsioni e comunque ci aspettiamo provvedimenti dal governo”.

La crescita del digitale

Nell’area Media rilevante la crescita nel digitale, con una raccolta pubblicitaria salita del 17,6% a 43,3 milioni che portano l’incidenza dei ricavi digital al 62% sul totale dei ricavi pubblicitari. E a contribuire all’ulteriore crescita ci saranno sempre più nuove componenti come “la monetizzazione delle fan base dei social”, settore in cui Mondadori Media sta investendo molto.

Periodici: nessuna cessione. Giornale non strategico

In quanto ai periodici, Porro ha dichiarato che non è prevista alcuna cessione nel settore dei televivisi, che non mostrano segni significativi di flessione e non sono soggetti all’andamento negativo del mercato pubblicitario; mentre il gruppo non esclude di prendere in esame offerte di acquisto per altri brand.

Confermato dal chief financial officer, Alessandro Franzosi, che la quota di minoranza che Mondadori possiede nel Giornale non è strategica e che, se gli azionisti di maggioranza dovessero decidere una cessione, anche il gruppo di Segrate uscirebbe dal capitale.

IL COMUNICATO STAMPA MONDADORI

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