Marc Innaro

Rai, Innaro su stop corrispondenze da Russia: grave lacuna. Bisogna raccontare

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Il corrispondente da Mosca parla con AdnKronos dello stop delle corrispondenze Rai dalla Russia. E’ una lacuna, “proviamo a capire e a raccontare”

Continua l’assenza di copertura giornalistica Rai dalla Russia. Una situazione che resta tale da diverse settimane, nonstante – dopo una iniziale sospensione per le leggi anti fake news di Mosca – molte tra le principali testate internazionali abbiano ripreso la corrispondenza dal Paese.
Marc Innaro, capo dell’ufficio di corrispondenza Rai nella capitale della Federazione russa, ha detto la sua sulla situazione, intervistato da AdnKronos.

Innaro: “lo stop una lacuna grave”

La Rai “avrà le sue buone ragioni, noi siamo dei dipendenti obbedienti e rispettiamo gli ordini, pur talvolta non capendoli. Io sono a Mosca e constato che ci sono altre testate internazionali che hanno ricominciato ad operare già da tempo, e sono tantissime, dalla Bbc a France Press, Associated Press, Washington Post, giapponesi, indiani, arabi, cinesi. La Rai no”, ha detto.
“Per me questo stop è una lacuna grave anche perché come presidi stabili di corrispondenza della stampa italiana a Mosca siamo rimasti solo in due, la Rai e l’Ansa”, ha osservato il giornalista.

Conoscere, capire e raccontare

“Se un nemico c’è, e tale si dice che sia in Italia e in Occidente, varrebbe la pena di conoscere cosa pensa, e cosa dice. Con tutti i limiti che potrebbero venire dalla nuova legge, ma intanto proviamo a capire e a raccontare”.
Innaro non sa dire se esistano ‘pressioni’ su questa decisione della Rai. “Io sono sul fronte orientale, e al momento so solo che mi si chiede di non operare, quindi di non fare il mio lavoro”, ha ribattuto.

L’ufficio è attualmente in ‘standby’, in attesa di ricevere istruzioni cosa fare. “Qui tutto il personale è in servizio, facciamo lavoro di archiviazione, selezione, pronti a ripartire. E’ un intervallo tra il primo e il secondo tempo, speriamo non duri ancora troppo a lungo”, ha spiegato ancora.

E sulla decisione cautelativa della Rai, sull norme che restringevano fortemente le libertà di stampa in Russia, Innaro ha concluso: “Che mi caccino i russi, non c’è problema. Sono abituato a lavorare in contesti difficili, sono il più longevo corrispondente italiano in assoluto, so bene come mi devo muovere”.

UsigRai: decisione non giustificata

Intanto l’UsigRai, dopo la nota dei giorni scorsi ha colto l’occasione per ribadire la sua posizione di critica sulla decisione di Viale Mazzini.
“Con il passare dei giorni la decisione aziendale di fermare la produzione informativa dalla sede di Mosca appare non più giustificata dai fatti. Tutti i principali network internazionali hanno ripreso il flusso informativo da Mosca con i propri corrispondenti o con i propri inviati”, scrive il sindacato dei giornalisti Rai.
“I corrispondenti esteri della Rai esprimono piena solidarietà al collega Marc Innaro e a tutti i colleghi fatti oggetto di critiche pretestuose da settori della politica e dell’editoria. Auspicano che la Rai non ceda a pressioni improprie provenienti dall’esterno. Chiedono che i vertici aziendali tutelino il buon nome dei propri dipendenti e che al più presto la Rai riprenda a informare dalla Russia con i suoi corrispondenti della sede di Mosca, osservatorio strategico con non mai in questo momento storico, e con i suoi inviati sul campo”.