Rai: stop a contratto Orsini. Lui: anche gratis a Cartabianca. Scoppia la polemica

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“La Direzione di Rai 3, d’intesa con l’Amministratore Delegato della Rai, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto originato su iniziativa del programma ‘Cartabianca‘ che prevedeva un compenso per la presenza del Professor Alessandro Orsini nella trasmissione”. E’ quanto si legge in una nota della Rai.

“Apprendo che la Rai ha deciso di rescindere il mio contratto stipulato per sei puntate con Cartabianca. Molte altre trasmissioni di informazione mi avevano offerto compensi ben superiori a quello della Rai. Ho scelto Bianca Berlinguer perché penso che sia una garanzia di libertà. Questa libertà va difesa. Per questo motivo, annuncio che sono pronto a partecipare alla trasmissione di Bianca Berlinguer gratuitamente…”.

Lo scrive sul suo profilo facebook Alessandro Orsini, commentando la decisione della Rai di interrompere il suo contratto con la trasmissione di Rai3 condotta da Bianca Berlinguer e aggiungendo che “questo articolo prosegue domani sul ‘Fatto Quotidiano’”.

Berlinguer: mai stata consultata

“Apprendo che il contratto sottoscritto dalla Rai e dal professore Alessandro Orsini sarà interrotto per decisione della direzione di Rai3 senza che io sia stata consultata in merito. Una decisione che limita gravemente il mio ruolo di autrice e di responsabile di Cartabianca per quanto riguarda la questione fondamentale della scelta degli ospiti e di conseguenza dei contenuti sui quali si costruisce la discussione”. Lo afferma in una nota la conduttrice e autrice di ‘Cartabianca’, Bianca Berlinguer.”Aggiungo che non condivido la decisione di escludere una voce certamente rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana e tra gli studiosi, in quanto ciò porterebbe a una mortificazione del dibattito che per essere tale deve esprimere la più ampia pluralità di idee. Non è forse questa la missione del servizio pubblico?”, conclude Berlinguer.

Alberto Barachini (Photo LaPresse – Andrea Panegrossi)

Barachini: valorizzare interni e non spettacolarizzare

“La Rai ha molte competenze interne, anche sottoutilizzate, e in primo luogo dovrebbe usare queste risorse, specie in un contesto così delicato. Il ricorso agli esterni va limitato a contributi specifici e tecnici di assoluto valore, anche tenendo conto della situazione complessa dei conti aziendali”. Interpellato da Ansa sul caso Orsini, il presidente della Vigilanza Alberto Barachini (FI) fa una riflessione più generale. “Anche con la commissione – aggiunge – abbiamo sempre sottolineato che su emergenze come la pandemia o un conflitto non si può indugiare su una rappresentazione teatrale del contraddittorio né sulla spettacolarizzazione”.

Sgarbi: E’ censura, inizio del declino della democrazia

Il fatto che la Direzione di Rai3 abbia deciso di “non dare seguito” al contratto che avrebbe dovuto prevedere la presenza di Alessandro Orsini a ‘Cartabianca’ risponde ad un atteggiamento di “insopportabile censura”. Vittorio Sgarbi non esita, conversando con l’AdnKronos, a parlare “di un tipico atteggiamento che viviamo oramai da due anni rispetto a quelli che non sono d’accordo con l’opinione dominante. E’ insopportabile, intollerabile”. Atteggiamento che, spiega Sgarbi, si era verificato anche “di fronte alla totale impotenza dei medici nel caso del Covid. Ognuno di loro diceva quello che voleva ma non si poteva contraddirli”. In questo caso, nei confronti di Orsini, viene praticata “una censura vera e propria. E’ l’inizio del declino della democrazia che peraltro è cominciato da un bel po’. E’ una cosa che non si può neanche concepire e cioè che uno debba per forza dire quello che dicono tutti”. Sgarbi anticipa che presenterà “un’interrogazione parlamentare. Occorrerà inventare una tutela”.Sgarbi ricorda poi che ieri, il presidente del Consiglio Mario Draghi, “rispondendo a me ha tirato fuori l’argomento dei bambini uccisi. Anche un soldato russo morto conta, però. C’è questa forma di retorica che si può giustificare perché ci sono dei morti innocenti. Questo lo sappiamo, ma non è che ciò impedisca un ragionamento. Mi sembra che limitare il pensiero sia una forma di censura grave e insopportabile. Orsini non è un amico di Putin oppure giustifica i bambini uccisi ma cerca di spiegare le cause in una situazione nella quale sembra che gli ucraini siano tutti buoni e i russi tutti cattivi”, conclude Sgarbi.

Fedeli (Pd): bene stop. No a canone per pagare filo Putin

“La Rai ha in modo opportuno deciso di non procedere con la contrattualizzazione del prof. Orsini. Istituzionalizzare uno spazio con tanto dì compenso, a spese dei cittadini e delle cittadine, per la diffusione di tesi filoputiniane non sarebbe stato adeguato né al ruolo del servizio pubblico né alla gravità del momento”. Lo dice la capogruppo Pd in Commissione dì Vigilanza Rai Valeria Fedeli.
“È fondamentale infatti che la Rai garantisca un’informazione e un’approfondimento sì plurali, ma certo non equidistanti tra chi oggi sostiene le ragioni degli aggrediti e quelle degli aggressori -prosegue Fedeli-. Deve essere netta ed esplicita la contestualizzazione in cui determinate posizioni trovano spazio sul servizio pubblico. Come deve essere sempre valorizzata l’informazione basata su dati e fonti, contrastata ogni forma di disinformazione e garantito un serio contraddittorio tra le opinioni”.

Michele Anzaldi (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

Anzaldi (Iv): Azienda allo sbando

“Il caso Orsini ha fatto emergere quanto la Rai sia un’azienda totalmente allo sbando: decisioni prese e revocate in poche ore, i massimi dirigenti che si dichiarano all’oscuro di quello che succede nelle trasmissioni, conduttrici che rilasciano dichiarazioni pubbliche contro l’azienda. Una gestione davvero imbarazzante per chi è chiamato ad amministrare quasi 2 miliardi di euro annui del canone dei cittadini”. Lo scrive su il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Alla luce delle dichiarazioni – prosegue Anzaldi – di queste ore, in attesa che la Rai dia alla commissione di Vigilanza spiegazioni ufficiali e dettagliate su come stanno le cose, in particolare sul presunto ‘mercato degli opinionisti’, mi permetto di avanzare cinque domande: 1) Bianca Berlinguer sostiene di non essere stata consultata preventivamente sullo stop al contratto a Orsini. Ma lei aveva consultato il direttore di rete Di Mare sulla decisione di contrattualizzare Orsini per 6 puntate? 2) Chi aveva firmato il contratto a Orsini? Possibile che un conduttore in Rai possa decidere chi assumere senza che l’azienda sappia nulla? Il compenso a Orsini era stato deciso direttamente da Berlinguer? Non era passato dall’Ufficio Contratti, dall’Ufficio del Personale, dalla direzione di rete? 3) Orsini ha dichiarato di essere pronto a partecipare a Cartabianca gratuitamente. Ma allora che bisogno c’era di fargli un contratto? Davvero il servizio pubblico Rai, con la sua storia e la sua autorevolezza, ha bisogno di pagare gli opinionisti per averli ospiti in trasmissione? Succede così solo a Cartabianca o anche nelle altre trasmissioni di informazione? 4) Berlinguer ha dichiarato di aver chiamato Orsini perché lo ritiene “una voce rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana”, ovvero un’opinione in qualche modo accondiscendente con la Russia”. “Ma chi stabilisce che questa posizione – continua Anzaldi – ammesso che sia davvero diffusa nella società italiana e debba comunque essere rappresentata in una trasmissione, debba essere affidata proprio al professor Orsini? Chi ha eletto Orsini a rappresentante dei filo-Putin? 5) L’idea di contrattualizzare Orsini in quanto rappresentante della posizione filo-Putin fa emergere un modello più vicino alle sceneggiature preconfezionate che all’informazione: gli opinionisti vengono ingaggiati per rappresentare in studio una certa opinione e creare quindi una specie di contraddittorio. Ma su un tema delicato come la guerra si può avere una simile spettacolarizzazione? E se Orsini cambiasse idea e iniziasse ad avere una posizione filo-Nato, come ha suggerito sul filo del paradosso Aldo Grasso, cosa accadrebbe? A quel punto Cartabianca rescinderebbe il contratto? Si possono ingaggiare opinionisti per recitare una parte? Questa sarebbe informazione?”.

Azzolina (M5s): no a censure

“Sono contro l’invasione russa dell’Ucraina e contro il sistema illiberale di Putin. L’Italia invece è una repubblica democratica che tutela la libertà d’opinione. Per questo non può essere la censura la soluzione. La politica non può e non deve interferire”. Lo afferma la deputata del M5s, Lucia Azzolina, commentando la decisione della Rai di rescindere il contratto al professor Alessandro Orsini, accusato di essere filo putiniano.

Acerbo (Prc): editto bulgaro del Pd

“È inquietante che la Rai obbedisca in maniera pavloviana agli editti bulgari del Pd. La censura verso Orsini puzza di regime. Parlamentari Pd già noti per i furori renziani come Andrea Romano e Valeria Fedeli invocano la censura e la Rai esegue. Ho posizioni politiche e ideali assai distanti da Orsini e non sempre ne condivido analisi ma non posso che esprimere preoccupazione se persino i docenti della Luiss diventano oggetto di censura in questo Paese”. Lo afferma Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista.

Meloni: non d’accordo con Orsini, ma lo difendo

“Io non sono d’accordo con molte delle cose che dice il prof. Orsini, ma per questo lo voglio difendere. Mi spaventa una Nazione nella quale la televisione di Stato consente di sostenere unicamente le stesse tesi che sostiene il governo”. E’ quanto ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Mi spaventa quando colpisce me, e quando colpisce chi non la pensa come me. Una democrazia prevede la libertà di pensiero, sempre, perché per esercitare il libero arbitrio serve il confronto tra tesi diverse. E perché mettere a tacere chi la pensa in modo diverso è sempre e solo un boomerang”.