Dal 30 marzo Rai riprende le attività giornalistiche da Mosca

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A partire dal 30 marzo, la Rai riprende le attività giornalistiche della sede di corrispondenza di Mosca. Ad annunciarlo una nota di Viale Mazzini.

“La sospensione, ricorda la Rai, era stata determinata dalla recente normativa della Federazione Russa che prevede pene detentive per chi diffonde notizie ritenute unilateralmente ‘non fondate’ dalle autorità russe sull’invasione in Ucraina e sulle sanzioni imposte da vari Paesi. Dopo un attento esame della normativa e il confronto con le esperienze degli altri network internazionali, nonostante questa legge sia ancora in vigore la Rai ha ritenuto comunque importante riprendere il flusso informativo dalla Federazione Russa”.

Per questa ragione “i corrispondenti e gli inviati nella Federazione Russa, con la consueta direzione delle testate giornalistiche, riprenderanno a informare gli italiani dalla Federazione Russa sulle questioni politiche, economiche e sociali, avendo cura di tutelare l’incolumità e l’integrità dell’azione professionale svolta”.
“Al tempo stesso – conclude la nota – la Rai continuerà a informare il suo pubblico sull’invasione in Ucraina e sulle sanzioni economiche dei Paesi occidentali alla Federazione Russa, in modo libero e senza condizionamento alcuno, dalle redazioni centrali in Italia e dagli uffici di corrispondenza nei Paesi al di fuori della Federazione Russa”.

Il commento UsigRai

“E’ una buona notizia per la libertà e l’indipendenza dell’informazione del servizio pubblico”, il commento dell’UsigRai, che più volte aveva polemizzato con i vertici di Viale Mazzini per la sospensione, protrattasi ben oltre qualto fatto da altre testate internazionali, come la Bbc.

“Da settimane l’Usigrai e i corrispondenti della Rai chiedevano che venisse presa questa decisione per consentire  ai corrispondenti Marc Innaro e Sergio Paini e agli inviati pronti a rientrare nella Federazione Russa di riprendere il loro racconto di quanto sta accadendo dall’altra parte del conflitto.
Non era più sostenibile – si legge nella nota fimata dal segretario Usigrai, Daniele Macheda, e dal fiduciario dei corrispondenti esteri, Rino Pellino – che Rai continuasse a “tenere in panchina” i propri giornalisti mentre i principali network internazionali, valutata la situazione e la nuova normativa in vigore in Russia, riprendevano il flusso informativo da Mosca”. 

“Una situazione il cui prolungarsi ha alimentato polemiche e dubbi sulle reali ragioni di quella decisione”.

“Auguriamo buon lavoro ai colleghi Innaro e Paini e a tutti gli inviati della Rai che si avvicenderanno sul territorio della Federazione Russa, auspicando che le corrispondenze, d’intesa con le testate, possano riprendere anche prima del 30 marzo”.