Giacomo Lasorella (foto LaPresse)

Rai, da Agcom le linee guida per il nuovo contratto di servizio

Condividi

La trasformazione in media company, l’uso delle risorse e lo streaming. Ecco le linee guida di Agcom per il nuovo contratto di servizio Rai-Mise 2023-2028

L’Agcom, presieduta da Giacomo Lasorella (nella foto, Ansa), ha approvato giovedì scorso le linee guida del nuovo contratto di servizio Rai 2023-2028, di cui siamo in grado di anticipare il contenuto integralmente.

L’authority ha inviato il testo al Ministero dello Sviluppo economico. La complessa procedura prevede anche un passaggio alla Presidenza del Consiglio chiamata a definire gli indirizzi in base a cui il Mise formulerà eventuali osservazioni o approverà così come sono le linee guida proposte da Agcom.
La delibera finale di Agcom costituirà la base su cui Rai e Mise si accorderanno per mettere a punto gli obblighi del nuovo Contratto che dovrebbe entrare in vigore da aprile 2023, per i successivi cinque anni.

La definizione del nuovo contratto si inserisce in una confergenza particolamente delicata, perchè si incotrocia con la riorganizzazione per Generi dell’azienda, il nuovo piano industriale che l’ad Carlo Fuortes licenzierà a giugno e, non ultimo, la grande partita che sta per aprirsi su Rai Way, di cui la Rai potrà cedere fino al 30% della proprietà in base al recente Dpcm del governo Draghi. 

Carlo Fuortes (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

La trasformazione in media company

Quale sono le novità delle linee guida? Il documento vuole essere il tentativo di dare una traccia di che cosa è il servizio pubblico oggi, dal punto di vista tecnologico e di contenuto.
Il punto qualificante, e sicuramente più innovativo, è che Agcom chiama la Rai a completare la trasformazione da broadcaster a media company. L’obiettivo è nell’agenda della Rai fin dai tempi della direzione di Antonio Campo dall’Orto, ma è rimasto incompiuto nonostante da allora si siano succeduti 3 capi azienda.

L’Agcom invita Viale Mazzini a adeguarsi rapidamente, nella convinzione che la tv tradizionale abbia perso appeal e sia stata abbandonata dal pubblico più giovane. La  Rai deve dunque spostarsi e radicarsi sui nuovi mezzi digitali, come Rai Play, Rai Play Sound e raiNews24.it. In particolare, il portale di news, secondo l’authority, deve avere la capacità di diventare un sito di informazione tout court – come attualmente non  è –  a garanzia della qualità dell’informazione  del servizio pubblico.

Standard tecnologici

Per diventare una vera mediacompany, Rai secondo Agcom deve rinnovare il suo linguaggio e la sua offerta, ma anche dotarsi di adeguati standard tecnologici di qualità per far si che l’offerta streaming sia fruita al meglio lungo tutto lo Stivale. Non a caso, Agcom, per lo streaming Rai, usa la stessa espressione con cui ha spinto Dazn a dotarsi delle cache sulla Rete, in modo che la sua offerta calcistica possa essere fruita allo stesso modo ovunque nel Paese. 

Attenzione alle risorse

Ma non è tutto. Agcom invita la Rai a impiegare meglio, anche in funzione della riduzione degli sprechi, le risorse interne di cui dispone. Nel documento sono citate  espressamente la Scuola di giornalismo di Perugia e il Centro Ricerche e Innovazione tecnologica di Torino, fiori all’occhiello ma non valorizzati adeguatamente.  

Agcom_Cservizio_Rai