Uno su 3 scarica libri illegalmente. Da pirateria danni per 1.88 miliardi

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Secondo Ipsos, ogni giorno si commettono oltre 320mila atti di pirateria digitale, scaricando libri o ebook. Aie e Fieg: serve sensibilizzare e un intervento delle Istituzioni

La pandemia ha favorito la pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri. E’ in estrema sintesi la fotografia scattata da Ipsos, nella seconda analisi dedicata al fenomeno e presentata a Roma durante un convegno organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione e azione comune di Aie e Fieg.

I numeri del fenomeno pirateria

Anche se, si specifica nella presentazione, non tutti i dati sono comparabili con l’edizione 2019, il fenomeno è inequivocabilmente in crescita. Stando ai numeri, illustrati dal presidente Ipsos, Nando Pagnoncelli, nel 2021 si sono compiuti 322mila atti di pirateria al giorno, per un totale di 117,6 milioni contro i 112 milioni del 2019, in crescita del 5%.

Chi sono i pirati

Nel 2021 ha compiuto almeno un atto di pirateria riguardante il libro di varia (romanzi e saggi) almeno 1 italiano su 3, il 35% (era il 36% due anni fa) della popolazione sopra i 15 anni.
Nello specifico, il 23% ha scaricato gratuitamente almeno una volta un ebook o audiolibro da siti o fonti illegali su Internet, il 17% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook, il 7% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato, il 6% ha ricevuto da amici un abbonamento o codici di accesso per usufruire di ebook e audiolibri, il 5% ha acquistato almeno un libro fotocopiato.

I dati diventano allarmanti guardando ai settori specifici dell’editoria universitaria e degli utenti dell’editoria professionale. Ha compiuto nell’anno almeno un atto di pirateria l’81% degli studenti universitari. Mediamente, ognuno di questi utenti ha piratato oltre 10 testi (10,6). Se prendiamo invece in considerazione l’universo dei liberi professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri), il 56% di costoro ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno, con una media di 9,3 atti ciascuno.

Le perdite

Ad essere danneggiati sono tutti i settori del mondo editoriale. Le vendite perse nel settore della variasono pari a 36 milioni di copie l’anno, per un mancato fatturato di 423 milioni di euro. Le copie (libri a stampa e digitali) perse nel settore universitario sono 6 milioni, pari a un fatturato di 230 milioni di euro; quelle nel settore professionale – libri, ebook e banche dati – sono pari a 2,8 milioni di copie, con una perdita a valore di 118 milioni di euro. Se si guarda al mancato fatturato per canale di vendita, le librerie fisiche perdono in un anno 243 milioni di euro. Gli store online hanno un mancato fatturato (libri a stampa e digitali) di 455 milioni e ci sono 73 milioni di mancati ricavi per abbonamenti a servizi di audiolibri o ebook.

pirateriamondolibro

L’editoria perde in totale 771 milioni di euro e 5.400 posti di lavoro diretti. Ma i numeri lievitano se si sconsiderano le attività collegate a partire dalla logistica, i servizi e altro ancora. Il danno per il sistema Paese è di 1,88 miliardi di fatturato e un mancato gettito fiscale di 322 milioni di euro. Il totale dei posti persi sale a 13.100.

Come contrastare il fenomeno

L’ampiezza del fenomeno, suggerisce la ricerca, impone un’azione di contrasto che passa attraverso la repressione dei fenomeni illegali, l’educazione degli utenti, la conferma del sostegno alla domanda legale di informazione e cultura attraverso strumenti come la 18App, il bonus per le biblioteche, iniziative nelle scuole come #ioleggoperché.
Negli ultimi due anni, tra l’altro, è calata la percentuale delle persone che si dicono consapevoli del fatto che gli atti di pirateria sono illeciti o illegali (dall’84% all’82%) mentre è aumentata dal 66% al 68% la percentuale di chi ritiene improbabile essere punito.

I commenti

Levi (Aie): educazione e incentivo a domande legali

Per questo Gli Editori chiedono al governo di intervenire. “Leggere, ascoltare o addirittura distribuire libri e audiolibri piratati significa contribuire a un fenomeno che toglie risorse economiche e posti di lavoro all’editoria, introiti fiscali allo Stato e che riduce le opportunità per i giovani creativi di poter vivere del loro lavoro grazie ai diritti d’autore” ha spiegato il presidente Aie Ricardo Franco Levi.
“Le persone ne devono essere coscienti, e consapevoli che possono essere chiamate a rispondere per gli atti illeciti che compiono: su questo serve l’impegno delle istituzioni”, ha aggiunto indicando anche nell’educazione e nell’incentivo alla domanda legale gli strumenti da seguire per contrastare il fenomeno.

Nella foto, da destra: Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, e Ricardo Franco Levi, presidente Aie  (foto Silvia Lorè)
Nella foto, da destra: Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, e Ricardo Franco Levi, presidente Aie (foto Silvia Lorè)

Riffeser (Fieg): il ruolo di Agcom

Il presidente Fieg Riffeser Monti ha voluto richiamare l’attenzione sul ruolo che Agcom può avere nella lotta alla pirateria. “Il rafforzamento dei suoi poteri in materia, sia sotto il profilo sanzionatorio sia sotto il profilo procedurale, va inteso quale indispensabile completamento della disciplina di riferimento ed è di fondamentale importanza per l’industria dell’editoria giornalistica” Un rafforzamento che diventa ancora più necessario guardando alle ingenti perdite subite dalle imprese editoriali “per la proliferazione di canali, chat e siti dedicati alla diffusione non autorizzata di testate giornalistiche”, che secondo stime Fieg (aprile 2020) ammontano a circa 250 milioni di euro l’anno.

Secondo il presidente Fieg anche le diverse proposte di legge attualmente in discussione testimoniano la consapevolezza dell’esigenza di intervenire per “prevenire e, laddove necessario, reprimere la diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante le reti di comunicazione elettronica, oltre che di garantirne la giusta remunerazione”.
Un aiuto nella lotta, ha rimarcato, può arrivare anche da una campagna (istituzionale) di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Moles: fare sistema, coinvolgendo tutti gli stakeholders

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria Giuseppe Moles, contro la pirateria bisogna “fare sistema coinvolgendo tutti gli stakeholders colpiti dal fenomeno”.
“La lotta contro l’utilizzo illecito online delle opere si può vincere solo con un approccio nuovo e integrato: alla repressione vanno affiancate soluzioni innovative che promuovano l’offerta legale e un serio lavoro educativo da fare insieme, per rendere consapevoli le persone dei danni causati dalla pirateria e le ripercussioni di certi comportamenti”.

Giuseppe Moles (foto Silvia Lorè)
Giuseppe Moles (foto Silvia Lorè)

L’indagine, ha aggiunto Moles, fotografa un fenomeno in crescita e dalle proporzioni allarmanti. I prodotti “frutto dell’ingegno “sono un valore, vanno difesi e sostenuti”. La strada “della regolamentazione a livello europeo e nazionale è quella da seguire per intervenire in campo digitale, lasciato in passato a volte troppo aperto. Già si sono fatti passi avanti con la direttiva sul copyright, ma sono tutti interventi che vanno messi insieme nell’ambito di un progetto di lungo periodo, sennò sono solo degli spot che rischiano di essere superati il giorno dopo dalla costante evoluzione tecnologica”.