Leonardo Del Vecchio (Foto Ansa)

Generali: la Delfin di Del Vecchio e Crt sciolgono patto consultazione

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A meno di un mese dall’assemblea dei soci di Generali, convocata per il 29 aprile, ogni giorno c’è da segnalare qualche novità. L’ultima è lo scioglimento del patto di consultazione che legava la Delfin, società lussemburghese che fa capo a Leonardo del Vecchio (foto Ansa) e controlla il 6,62 della compagnia assicurativa, e la Fondazione Crt che ha in portafoglio l’1,71% del capitale del Leone.

Un comunicato spiega che: “Alla luce dell’evoluzione, anche informativa, verificatasi con riguardo a quanto oggetto del Patto, sono venute meno le finalità per le quali lo stesso era stato costituito”. Al momento della costituzione, il 17 settembre 2021, al patto avevano aderito anche società del gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone che hanno esercitato il diritto di recesso il 27 gennaio.
Il comunicato rammenta che “il patto era rivolto alla prossima assemblea di Assicurazioni Generali, convocata per deliberare anche sulla nomina del nuovo organo di gestione, e che lo stesso non prevedeva alcun impegno delle parti in merito all’esercizio del diritto di voto e alle valutazioni a ciò sottese”.

Con la nascita del patto si era ufficializzata la contrapposizione dei tre grandi soci del gruppo assicurativo triestino al board della società che aveva presentato, approvandola a maggioranza, in vista dell’assemblea una lista del Cda, confermando l’attuale ad Philippe Donnet.
Sciogliendo il patto, ora Del Vecchio potrebbe comprare azioni di Generali senza chiedere autorizzazioni fino al 9,99%. Caltagirone controlla dal canto suo il 9,519%.

Caltagirone ha, intanto, presentato una propria lista indicando come presidente Claudio Costamagna e amministratore delegato Luciano Cirinà, top manager di Generali licenziato ieri per “violazione degli obblighi di lealtà e dalla grave violazione di altri obblighi previsti dal contratto di lavoro”.

Tour per convincere gli azionisti

Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, la vicenda Generali ha sollevato polemiche anche in Parlamento dopo le dimissioni del deputato Iv Luigi Marattin dalla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario in radicale disaccordo con la convocazione a Palazzo San Macuto per il 5 aprile dell’ad di Generali, Philippe Donnet per “svolgere un’attività di approfondimento sulle recenti dinamiche di governance e azionarie che hanno coinvolto Assicurazioni Generali, società quotata presso la Borsa di Milano”.

L’audizione di Donnet dovrebbe, però, essere rimandata. Intanto l’ad di Generali si trova a New York per incontrare soci istituzionali – la prima volta di persona dopo due anni – e si dice soddisfatto dei consensi ricevuti per i risultati e i piani della compagnia. Sul fronte opposto, con lo stesso obiettivo di conquistare voti in vista dell’assemble, anche Costamagna e Cirinà hanno iniziato un tour a Londra e negli Usa.

Maggioranza in jv Vita India

Intanto Generali ha annunciato di aver completato l’operazione per diventare azionista di maggioranza nella joint venture assicurativa Vita in India. La compagnia ha acquisito la quota, pari circa al 16%, detenuta da Industrial Investment Trust Limited (Iitl) in Future Generali India Life (Fgil).
Generali detiene così una partecipazione di circa il 68%, che potrebbe salire al 71% entro la fine del 2022 a seguito di ulteriori aumenti di capitale riservati.