Rai. Fuortes: su ospiti in tv servono regole generali; quote RaiWay per digitale

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Le risorse della vendita di RaiWay ‘servono a finanziare la rivoluzione digitale e non potranno essere utilizzate nella gestione ordinaria’

“Può essere offerto al pubblico il ventaglio più ampio di opinioni anche senza pagamenti. Se si crede nelle proprie idee, lo si fa con o senza gettone di presenza. Meritano rispetto sia l’autonomia di testate e programmi sia l’adozione di criteri di opportunità. Ne abbiamo parlato in consiglio, e con il direttore degli Approfondimenti, Mario Orfeo, abbiamo valutato che sarebbe opportuno fornire regole generali”.

Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera l’ad Rai, Carlo Fuortes, che a giugno varerà il suo primo piano industriale. “Le strategie aziendali richiedono di individuare priorità. La nostra – spiega Fuortes – condivisa con la presidente Marinella Soldi, è che il servizio pubblico del nostro Paese abbia mezzi e risorse per svilupparsi anche nell’era digitale. E l’informazione è il pilastro principale, sebbene non il solo, di questo servizio pubblico. Non aver ridotto quantità e qualità dell’informazione mentre riportavamo in pareggio il budget, a luglio scorso in rosso per 57 milioni di euro, mi è parsa la scelta più giusta”.

Quanto al decreto del Governo sulla vendita delle quote di RaiWay fino al 30%, “la scelta del governo ha motivazioni industriali molto evidenti – dice Fuortes – ed è previsto che il controllo strategico dell’infrastruttura rimanga pubblico. Le risorse non servono a fare cassa, bensì a finanziare la rivoluzione digitale che la Rai deve compiere per rispondere al suo ruolo: investimenti pluriennali in linea con il Piano industriale. A scanso di ogni equivoco: non potranno essere utilizzate nella gestione ordinaria”.