Social allo scontro: campagna segreta di Facebook per screditare TikTok

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Secondo il WaPo, Menlo Park ha orchestrato un attacco mediatico per arginare la crescita del rivale cinese

Facebook avrebbe orchestrato una campagna mediatica contro TikTok. A segnalarlo il Washington Post. Accanto ai due social, attore in campo Targeted Victory, società di consulenza vicina al partito repubblicano, cui Facebook si sarebbe rivolta proprio per screditare il rivale, molto diffuso soprattutto tra i più giovani.

TikTok un pericolo

L’intenzione di Menlo Park era di dipingere TikTok come un pericolo, non solo per i suoi utenti, ma per tutta la nazione visto che la sua casa madre ByteDance è cinese. Un aspetto quest’ultimo, che negli ultimi mesi dell’amministrazione Trump avevano reso il social dei micro video bersaglio degli strali non solo verbali della Casa Bianca.

L’idea alla base, come ricavato dalle mail interne all’agenzia di consulenza, doveva suonare più o meno così: “mentre Meta è l’attuale sacco da boxe della politica, TikTok è la vera minaccia”.
Tra articoli e commenti sui giornali locali e regionali, la campagna doveva anche servire per distrarre l’attenzione da scandali che coinvolgevano Facebook in prima linea.

Risultato non raggiunto

Secondo il WaPo la storia dimostrerebbe fino a che punto Facebook, ora Meta, è stata disposta a spingersi per attaccare la sua avversaria.
Ma, a ben guardare, la campagna non ha dato l’esito sperato. TikTok ha visto crescere la sua utenza, mentre Facebook, a 18 anni dal suo debutto, a fine 2021 ha registrato per la prima volta nella sua storia un calo negli utenti.