Vladimir Putin (Foto Ansa)

La Russia prepara ritorsioni contro i paesi che hanno bloccato i suoi canali

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Con una nuova legge Mosca studia come vendicarsi per i blocchi di emittenti come Rt e Sputnik

La Russia pone le basi per rendere ancora più difficile la presenza di media stranieri nel paese. Con un nuovo progetto di legge, spiega Reuters, Mosca si prepara a colpire le testate di quei paesi che hanno messo in campo una serie di restrizioni verso i media legati al Cremlino, da Rt a Sputnik solo per citare i casi più famosi.

Delle ritorsioni quindi, che si applicherebbero a più livelli, con limitazioni alla diffusione dei contenuti (cosa già fatta in alcuni casi, come nel caso della Bbc), revoca degli accrediti o chiusura degli uffici di corrispondenza.

“Crediamo che le azioni ostili degli stati stranieri contro i nostri media, che si tratti di una messa al bando o di una restrizione nella diffusione, dovrebbero ricevere una risposta rapida e simmetrica”, ha commentato Vasily Piskarev, presidente della Commissione che si occupa delle interferenze degli Stati stranieri negli affari interni della Russia.
Se ad esempio, ha spiegato Piskarev, uno stato decidesse di intraprendere azioni discriminatorie verso un giornalista russo, allo stesso modo il procuratore generale potrebbe decidere di vietare o limitere le attività del media di quel paese in russia.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina, progressivamente, le emittenti legate al Cremlino, considerate i megafoni della propaganda di Putin, hanno subito delle restrizioni, culminate con il bando dei Paesi Ue, che ne ha di fatto bloccato la diffusione. Alla misura si sono poi affiancate anche le decisioni dei principali social che hanno progressivamente bloccato i profili.