Pietro Labriola e Salvatore Rossi

Tim, Labriola e Rossi: sfide importanti. Gruppo patrimonio a servizio del paese

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Indipendentemente dall’assetto, Tim continuerà ad essere un patrimonio a servizio dell’Italia. E’ la convinzione che Salvatore Rossi e Pietro Labriola, presidente e ad di Tim, esprimono nella tradizionale lettera agli azionisti pubblicata in occasione dell’assemblea di bilancio.

Sfide per il futuro

Diversi i temi affrontati nella missiva, che tengono ovviamente conto di tutti i fronti caldi che coinvolgono il gruppo tlc in questa fase particolarmente delicata della sua storia. “Nel prossimo futuro ci attendono sfide importanti, siamo convinti che con il supporto di tutti gli stakeholder saremo in grado di affrontarle e di trasformarle in concrete opportunità di sviluppo e crescita”, scrivono Rossi e Labriola, secondo cui “la fattibilità e la definizione del progetto di separazione prevista dal piano avverrà entro l’estate”.

Fattibilità separazione entro l’estate

Il piano presentato lo scorso 3 marzo “prevede la creazione di entità di business separate e focalizzate l’una sulle attività dedicate alla fornitura e vendita di servizi alla clientela finale (affari e residenziali) e l’altra sulle attività più prettamente infrastrutturali (sviluppo e manutenzione rete e fornitura servizi wholesale agli altri operatori)” ricordano i vertici di Tim. Il piano “definisce un modello di sviluppo confacente alle caratteristiche di ciascun segmento così da garantire massima flessibilità e specificità delle azioni che saranno intraprese al fine di valorizzare al meglio le rispettive potenzialità in termini di innovazione, redditività e creazione di valore”.

“Al tempo stesso potremo anche meglio beneficiare degli stimoli all’adozione delle tecnologie dell’Ict previsti all’interno del Pnrr” sottolinea la lettera.

Riassetto in linea con il contesto

Un riassetto e logiche che non rappresentano “un caso isolato ma, al contrario, si inseriscono all’interno di un contesto che sembra evolvere in questa direzione. Progetti di valorizzazione di asset o attività di rete, ancorché su scala minore e più circostanziata, negli ultimi anni si sono intensificati sia in Italia (si pensi a Inwit e più recentemente a FiberCop) sia a livello europeo ed internazionale, soprattutto grazie all’interesse mostrato da parte dei fondi infrastrutturali. Si pensi, ad esempio – citano nella lettera agli azionisti – all’ operazione in Francia con il progetto Sfr Ftth (2018) o in Portogallo con Altice Portugal Ftth (2020) o anche a quelle in Sud America di Infraco in Cile (2021), FiBrasil in Brasile (2021), Colombia FiberCo in Colombia (2021). La nascita di soggetti interamente dedicati alla realizzazione di infrastrutture di rete ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza del mercato rendendolo più solido e sostenibile a beneficio dei consumatori e dell’intero settore”.

Brasile e 5G

Il Brasile resta il fiore all’occhiello di Tim, con l’acquisizione degli asset di Oi e il lancio del 5G.
“Per quanto riguarda le attività brasiliane il miglioramento della nostra capacità competitiva, scrivono Rossi e Labriola, è stata conseguita attraverso l’arricchimento e il maggior valore della nostra offerta commerciale che ci ha portato ad un rafforzamento sia in termini di incremento della base clienti sia in termini di ricavo medio per utente. Quest’ultimo in particolare è cresciuto in misura maggiore rispetto ai concorrenti. L’approvazione da parte delle autorità brasiliane dell’operazione che ha portato Tim Brasil ad acquisire una parte rilevante degli asset del gruppo Oi determinerà un incremento della base clienti, che a sua volta ci permetterà di far crescere le economie di scala e di scopo”.

“Ulteriore stimolo e crescita arriveranno dal lancio del 5G e da un’ulteriore valorizzazione della base clienti costruita attraverso partnership dedicate, che interesseranno il settore bancario e l’entertainment” concludono.

Tim patrimonio italiano

“In quasi un secolo di storia il gruppo Tim è passato attraverso diverse ristrutturazioni”, scrivono in conclusione. “Indipendentemente dalla fisionomia che assumeremo a seguito dell’operazione di riassetto allo studio, la certezza è che Tim continuerà ad essere un patrimonio di tecnologie, professionalità e infrastrutture a servizio dello sviluppo economico e sociale italiano”