Elon Musk (foto Ansa)

Altro che beneficienza: gli Stati Uniti pagano la rete ucraina di Musk

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In seguito all’invasione Russa, Elon Musk ha attivato per la prima volta il servizio internet Starlink a beneficio dell’Ucraina. L’annuncio era arrivato via Twitter il 26 febbraio da parte dello stesso fondatore di SpaceX, la compagnia aerospaziale statunitense che fornisce i terminali. Da quel momento, l’azienda ha pubblicizzato le proprie gesta come un atto di beneficenza. “Siamo orgogliosi di aver fornito i nostri servizi alle persone in Ucraina”, ha detto il presidente di SpaceX Gwynne Shotwell il mese scorso. Negando ai microfoni della CNBC il coinvolgimento degli Stati Uniti in questa ‘missione umanitaria’, Shotwell ha dichiarato di ignorare eventuali contributi pubblici destinati all’acquisto delle infrastrutture e alle spese logistiche.

Tuttavia, la trama eroica dipinta dai dirigenti di SpaceX è stata in parte smentita da un’inchiesta del Washington Post. Secondo il quotidiano statunitense, infatti, il governo federale degli Stati Uniti sta di fatto pagando milioni sia per una parte significativa dell’attrezzatura che per le spese di trasporto.

Martedì 5 aprile, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ha annunciato di aver acquistato da SpaceX 1.333 terminali da inviare in Ucraina (su un totale di 3.667). In seguito, la portavoce dell’USAID Rebecca Chalif ha dichiarato che “la consegna dei terminali Starlink è stata resa possibile da una serie di parti interessate, i cui contributi combinati ammontano a 15 milioni di dollari e hanno facilitato l’approvvigionamento, i voli internazionali, il trasporto via terra e il servizio Internet satellitare di 5.000 terminali”. Stando agli accordi, i terminali sarebbero stati ‘acquistati’ e inviati per conto dell’USAID da una terza parte contraente, la quale avrebbe “organizzato il trasporto e la consegna dell’attrezzatura da Los Angeles all’Ucraina passando dalla Polonia.

Sia SpaceX che l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale si sono rifiutati di rispondere ad ulteriori domande circa i dettagli finanziari dell’accordo e il coinvolgimento di ulteriori parti.