Spoleto, il Festival dei due mondi per un mondo migliore

Condividi

Si svolgerà dal 24 giugno al 10 luglio il 65° Festival dei due mondi di Spoleto. 60 spettacoli in prima nazionale, oltre 500 artisti, 36 Paesi coinvolti. La manifestazione ideata da Giancarlo Menotti nel 1956 è diretta per il secondo anno da Monique Veaute.

Anselm Kiefer

Il festival 2022 sarà “una treccia”, lo definisce la direttrice.
Nel senso che avrà tre linee portanti intrecciate fra loro. Ma con un filo conduttore forte che attraversa il palinsesto, ossia l’attenzione a ciò che sta succedendo nel mondo e il desiderio di essere partecipi alle sorti dei più sfortunati. “Vogliamo fare qualcosa per i profughi, una residenza per coreografi, oltre a dare sostegno alle famiglie fuggite dall’Ucraina”, dice Veaute.
Perché, come dice l’autore del manifesto di quest’anno, Anselm Kiefer: “La guerra uccide la cultura”.

Monique Veaute

La treccia

Le tre strade che si intrecceranno a Spoleto toccano l’America (non a caso il nome è Festival dei due mondi), la ‘voce delle donne’ e ‘i nuovi modi di raccontare la musica’.
Fra le artiste che faranno sentire la propria voce a Spoleto, uno spazio speciale è per Barbara Hannigan, soprano e direttrice d’orchestra presente con 4 concerti. Ma ci sono anche i ritmi africani di Angélique Kidjo e le memorie del fado di Mariza. La musica, presente in ogni momento del festival, attraverserà d’altra parte tutti i generi, dalla classica al jazz all’elettronica. E grande spazio verrà dato alla danza, con anche un omaggio a Trisha Brown, scomparsa 5 anni fa.
Per tutta la durata della manifestazione, si potrà anche sperimentare in un’immersione nel metaverso proposta dalla spagnola Bianca Ali con ‘Le bal de Paris’: si indossano visore e guanti speciali, e toccando le immagini di abiti di Chanel si entra in un viaggio fantastico.

‘History of Violence’, Thomas Ostermeier

Il teatro della violenza

Thomas Ostermeier, uno dei registi più importanti dell’Europa contemporanea, presenterà ‘History of Violence’, pièce tratta dalla storia di Edouard Louis attraversata da omofobia, razzismo, scontro di classe. Dall’Italia arrivano Rezza e Mastrella con ‘Porte’ e Davide Enia con ‘Italia-Brasile 3 a 2. Il ritorno’.

Paola Macchi, direttrice amministrativa e organizzativa del Festival dei due mondi

Il festival sostenibile

Il Festival dei due mondi è molto attento anche al mondo di domani. L’obiettivo, spiega la direttrice amministrativa e organizzativa Paola Macchi, è fare della città – grazie al festival – “un modello di di sostenibilità basato sulla cultura”, così da prepararsi alla candidatura di Spoleto a Capitale della cultura 2025.
Sostenibilità significa che per esempio, nell’ultima edizione in cui sono state distribuite 1.500 borracce, c’è stata una riduzione del 50% dell’utilizzo di bottigliette di plastica, equivalente a 230 kg di CO2 risparmiata. Significa usare materiali riciclabili per comunicati e per gadget. Oppure incentivare a raggiungere i luoghi degli spettacoli con percorsi meccanizzati, anziché in auto.
A queste iniziative si aggiunge il coinvolgimento di 500 bambini impegnati in una ‘green parade’ lungo le strade, per piantare alberi. Ci sarà poi il premio Emas per chi si è distinto in campo ambientale. E si annunciano diversi incontri con stakeholder sempre sul tema della sostenibilità culturale.