Top programmi di informazione. Vince ancora Fazio e si svegliano i telegiornali

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“Che Tempo Che Fa” rimane primo nella graduatoria ‘social’ stilata da  Sensemakers per Primaonline.it anche nel mese di marzo. Lo fa ribadendo un vantaggio importante rispetto agli altri brand informativi della tv, molti però classificabili come programma d’informazione in senso più stretto della trasmissione condotta da Fabio Fazio.

L’aderenza al genere del titolo più seguito sulla terza rete, non è però solo generica. Dal 24 di febbraio, infatti, una volta scattata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ‘Che tempo che fa’ ha preso a seguire le vicende belliche e diplomatiche di quel quadrante geopolitico critico del globo con la stessa intensità con cui aveva affrontato il tema della pandemia.

Per molte settimane, in particolare, Fazio ha sacrificato la parte del ‘tavolo’, quella occupata cioè dall’intrattenimento più leggero, dedicando anche la seconda fase della messa in onda al racconto giornalistico. E facendo ampio uso di corrispondenze, esperti, opinion leader, commentatori attrezzati per parlare del tema. Comunque sia, forse proprio come effetto collaterale di questo impegno, la vita social di ‘Che tempo che fa’ è stata a marzo meno brillante del mese prima. Fazio rimane leader della classifica stilata da Sensemakers, ma il brand fa registrare online un calo del 26% in termini di interazioni e del 45% in termini di visualizzazioni video.

La sorpresa è in casa Rai: Sala supera Maggioni, assente il Tg5

La vera sorpresa del mese di marzo è così il “TG3” che – sia pure con un vantaggio molto esiguo sul terzo in graduatoria – raggiunge la seconda posizione assoluta. Le news della stessa rete di Fazio fanno registrare sui social una crescita notevole sia delle interazioni sulle quattro principali piattaforme (+69%) che per quello che riguarda le video views generate su Facebook e Youtube (+ 63%).

Il dato delle video views, in particolare passa dai 13 milioni di febbraio ai 21,2 milioni di marzo. E così su questo indicatore, le news dirette da Simona Sala ottengono sui social riscontri maggiori di quelli di ‘Che tempo che fa’ (11,4 milioni di video views), ma anche di quelli del Tg1 di Monica Maggioni, a quota 10,9% milioni.

Il segnale confermato, è quello di un inevitabile spostamento dell’attenzione sui brand più propriamente informativi e legati allo scorrere delle notizie in real time. Prova ne sono – nella graduatoria assoluta – anche il quinto posto dello stesso Tg1, il sesto del TgLa7 (+100% come interazioni e +163% per numero di video views, a quota 5 milioni per la testata diretta da Enrico Mentana), l’undicesimo del Tg2 di Gennaro Sangiuliano. Sorprende, per certi versi, l’assenza dalla graduatoria social di testate come RaiNews24 e SkyTg24, ma soprattutto quella del Tg5.

Ma torniamo al secondo posto del Tg3. Che, se risale la china, molto è dovuto alla pubblicazione di contenuti video su Facebook. Il video più visualizzato racconta la storia commovente di Davide Martello, tedesco di origini siciliane, che ha trasportato il suo pianoforte al confine tra Polonia e Ucraina per suonare note di pace (https://www.facebook.com/watch/?v=998880747719337). Dopo il Tg3, il terzo posto del podio è appannaggio di ‘Propaganda Live’. Geneticamente indirizzato al pubblico social, il brand di cui è curatore Diego Bianchi arriva sostanzialmente pari a quello delle news della terza rete per numero complessivo di interazioni, ma risulta enormemente distaccato (per quanto in crescita del 118%) per numero di video views. Per Zoro e Makkox i contenuti più performanti sono inerenti notizie generali, dal conflitto in Ucraina a quella che vede protagonista l’ex direttore dell’Espresso, Marco Damilano, che in seguito alla vendita del settimanale da parte di Gedi ha comunicato le sue dimissioni dal settimanale. Il suo ‘spiegone’, in questo caso, ha ottenuto un seguito ampissimo proprio sui social. Sempre in casa La7, invece, in chiave social, per il Tg di Mentana ad essere trainanti sono stati soprattutto i contenuti sul conflitto in Ucraina e quelli dei ‘Dataroom’ di Milena Gabanelli, appuntamento settimanale delle news.

Giordano il talker più seguito in Rete

Nella sfida tra i talk – trasversale alle giornate di messa in onda dei programmi – anche a marzo guida la graduatoria ‘parallela’ Mario Giordano con ‘Fuori dal coro (al quarto posto, ma con un numero imponente di videoviews), nettamente davanti a Paolo Del Debbio e ‘Dritto e Rovescio’, altro brand di Rete4. Del Debbio però precede nella classifica assoluta, con il settimo posto, il diretto concorrente del giovedì, Corrado Formigli, atterrato con ‘Piazzapulita’ all’ottava posizione, fin qui mostrando una certa fragilità delle performance in termini di videoviews. Fenomeno di marzo, anche sui social, è Alessandro Orsini, frequente ospite di Bianca Berlinguer sulla terza rete a ‘#Cartabianca’ (al tredicesimo posto), ma anche di alcune puntate consecutive di Formigli. I post più performanti di ‘Piazzapulita’, infatti, sono quelli che si riferiscono alle ospitate dell’enigmatico direttore e fondatore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss e del quotidiano Sicurezza Internazionale.

La guerra social dei gruppi tv: prevale la Rai e risale La7

Anche a marzo, nel nuovo contesto belligerante, è interessante registrare quali siano le piattaforme televisive con più titoli informativi nella top quindici social. Se a febbraio la Rai aveva collocato un totale di ben nove brand, a marzo il totale di Viale Mazzini ne colloca otto, con la sorprendente uscita di ‘Report’, che pure è tornato in onda in tv. Mediaset è presente in classifica con la sola Rete4, che oltre al brand di Mario Giordano e Paolo Del Debbio, colloca pure quelli Nicola Porro (dodicesimo con ‘Quarta Repubblica’) e Giuseppe Brindisi (quindicesimo con ‘Zona Bianca’). Tre titoli, infine, arrivano da La7: oltre a Diego Bianchi e al tg di Mentana, torna in graduatoria Corrado Formigli con ‘Piazzapulita’, mentre rimane fuori Massimo Giletti con ‘Non è L’Arena’. Ma i numeri d’interazioni dei quattordici brand che seguono ‘Che tempo che fa’, vanno tutti da mezzo milione in giù, ed è naturale aspettarsi ulteriori cambiamenti nel mese di aprile.

I post più performanti

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Vola il messaggio a Dimitri della Littizzetto

La letterina di Luciana Littizzetto al soldato Dimitri ha dominato la scena social su Facebook con oltre 2,3 milioni di interazioni. E su Instagram ha sfiorato quota 2,1 milioni di interazioni il video con lo straziante pianto di un bambino in fuga. Sono in entrambi i casi contenuti postati da ‘Che tempo che fa’, in vetta alla graduatoria dei Best Performing post sulle due piattaforme più popolari. Mentre su Twitter, a guidare la classifica sono le dimissioni di Marco Damilano, postate da ‘Propaganda Live’, e che comunque hanno avuto riflessi social anche su Facebook. Il tema caldo, a marzo, è ovviamente il conflitto in Ucraina, con 10 tra i top 15 post in classifica, nettamente in vantaggio sul Covid, divenuto tema secondario nell’agenda, con solo 2 contenuti su 15.Meno massiccio del solito il dominio del programma di Fabio Fazio, che porta in classifica contenuti che risultato nettamente più popolari di quelli postati dagli altri brand. Tg3, Tg1, ‘Fuori dal coro’, Propaganda Live, TgLa7, marcano comunque la propria presenza.

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